Il Consorzio impugna la sentenza del Tar
Analoga iniziativa è attesa anche da parte dell’assessorato regionale all’Ambiente
MACOMER. Il Consorzio industriale di Macomer rompe gli indugi e impugna in appello di fronte al Consiglio di Stato la sentenza del Tar di Cagliari che ha annullato la procedura autorizzativa per il revamping dell’inceneritore di Tossilo bloccando i lavori già appaltati e avviati. Un’identica iniziativa è attesa anche dall’assessorato regionale all’Ambiente, che ha affidato all’ufficio legale della Regione gli atti del Tar per una valutazione e decidere eventualmente il da farsi. Intanto i lavori sono fermi. Il Consiglio di Stato dovrebbe decidere in tempi abbastanza snelli (si parla di alcuni mesi). Se dovesse confermare la sentenza del Tribunale amministrativo della Sardegna, le conseguenze sarebbero pesanti anche dal punto di vista economico. La società alla quale nel 2013 era stato aggiudicato l’appalto concorso, infatti, nel caso in cui i lavori dovessero saltare potrebbe presentare un conto salato al Consorzio industriale anche senza aver stretto sul solo bullone del nuovo impianto che dovrebbe realizzare nella zona industriale di Tossilo.
I movimenti Non Bruciamoci il Futuro e Zero Waste Sardega, intanto, annunciano battaglia. A breve incontreranno i rappresentanti dei comuni con i quali avevano inoltrato il riscorso al Tar accolto dai giudici amministrativi a valuteranno i motivi con i quali il Consorzio Zir è ricorso in appello contro la sentenza di primo grado. «Rimaniamo anche in attesa di poter conoscere le determinazioni della Regione Sardegna e della Provincia di Nuoro in merito a un loro eventuale ricorso in appello – scrivono in nuna nota –. Da questo primo ricorso apprendiamo solo ora e con stupore che la Tossilo ha stipulato il 30 dicembre 2015 il contratto d’appalto con l’impresa vincitrice della gara per la realizzazione del nuovo inceneritore, cioè quando i ricorsi al Tar erano in itinere e non curandosi degli esiti degli stessi ricorsi».
I comitati non si pronunciano per ora sulla decisione di ricorrere in appello contro la sentenza del Tar. «Ci asteniamo per il momento da qualsiasi commento su questo incredibile fatto– scrivono –, auspicando che siano le istituzioni preposte a valutare e a rilevare eventuali abusi e irregolarità». Ricordano infine che il Tar ha annullato tutti gli atti autorizzativi relativi alla realizzazione del nuovo inceneritore a Tossilo «con motivazioni chiare e inequivocabili, mentre appaiono ancora confusi e omissivi i contenuti del ricorso al Consiglio di Stato del Consorzio industriale in liquidazione dal 2008 e dalla Tossilo».
Il Consorzio Zir ritiene che l’opera, oltre a essere compatibile con il Piano di gestione dei rifiuti, sia anche in linea con la decisione della Giunta regionale di creare due poli di incenerimento in Sardegna, quello di Macchiareddu e l’altro a nord dell’isola, con un ruolo provvisorio di Tossilo che per il Tar non giustificherebbe la realizzazione di un nuovo impianto del costo di 50 mila euro. (t.g.t.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
