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«Neanche lo stadio ha una postazione per le carrozzine»

«Neanche lo stadio ha una postazione per le carrozzine»

NUORO. Gli esempi clamorosi di barriere architettoniche sono sotto gli occhi di tutti. Poi ci sono quelle in apparenza inesistenti (o che i più non definirebbero tali), ma ben presenti a chi ci si...

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NUORO. Gli esempi clamorosi di barriere architettoniche sono sotto gli occhi di tutti. Poi ci sono quelle in apparenza inesistenti (o che i più non definirebbero tali), ma ben presenti a chi ci si scontra tutti i giorni. Giorgio Mura, impiegato nuorese 54enne, è costretto sulla sedia a rotelle dal 2009. Racconta quali sono le difficoltà che deve affrontare una persona disabile ogniqualvolta esca di casa. Lui lo fa ogni mattina per ragioni di lavoro, ma vive la città quotidianamente anche nel suo tempo libero.

Di certo non è il tipo che si lamenta: «Capita – esordisce infatti – che anziché scegliere dove andare, decida di farlo dove mi è possibile per l’assenza di barriere. Tutto sommato, però, a Nuoro ci vivo bene e riesco a fare più o meno tutto». Ciò non significa che sull’argomento “accessibilità” non abbia da sottolineare qualche mancanza. Le note dolenti ci sono, anche per chi come lui è portato per carattere a fare di necessità virtù. Tra queste Giorgio Mura rileva come ancora tantissimi esercizi commerciali non siano dotati di pedane per l’accesso con la sedia a rotelle. «In un’occasione – racconta –, data l’impossibilità di varcare l’ingresso di un negozio in corso Garibaldi, sono stato costretto a farmi servire all’esterno». Lacuna che, si giustificano alcuni commercianti, è dovuta anche al fatto che per sistemare lo scivolo all’ingresso è previsto il pagamento della tassa sull’occupazione del suolo pubblico. Un deterrente al contrario, insomma. Riguardo ai marciapiedi che sono stati dotati delle discese per i disabili, spesso e volentieri sono state realizzate in punti non idonei oppure le pendenze sono del tutto sbagliate. Mura cita alcune di quelle realizzate nelle vie Trieste e Deffenu. «Ce ne sono di troppo ripide per le carrozzine – spiega – e percorrendole si corre il concreto rischio di rovesciarsi. Per evitarlo, si è costretti a scendere a marcia indietro, con i pericoli che comporta. Non sempre però è possibile, quindi per arrivare a destinazione faccio un giro più ampio». Questo quando gli scivoli esistono. Mura racconta poi che di tanto in tanto gli piace andare allo stadio per assistere alle partite della Nuorese. «Lo stadio Quadrivio – evidenzia però – non è dotato di postazioni per portatori di handicap. Mi piace vedere le partite – continua – anche se devo farlo per forza dalla pista di atletica, dove molto gentilmente gli addetti al campo mi permettono di entrare. Solo che la visuale non è il massimo e, inoltre, se dovesse piovere non potrei far altro che andarmene».

E lo stesso dovrebbe fare in caso di sole cocente.

«Una volta – racconta sorridendo – avevo trovato un posto all’ombra, ma poi ho visto un’altra persona in carrozzina come me che era visibilmente in difficoltà sotto il sole. Così gli ho ceduto il posto, ma non ho potuto fare altro che lasciare lo stadio». Come detto, Giorgio Mura, non è il tipo che si autocommisera, né lancia accuse contro chicchessia. Si limita a osservare che «a volte basterebbero piccoli accorgimenti per rendere la vita semplice a chi non può muoversi agevolmente». (f.c.)

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