Caccia al ladro delle provette contenenti il Dna di 14mila sardi
Lanusei, la procura della Repubblica ha aperto un'inchiesta per scoprire che cosa si cela dietro la misteriosa scomparsa dei campioni dal Centro di Perdasdefogu
LANUSEI. «La prima certezza sono i tre cassetti vuoti estratti da un frigorifero che conteneva le provette. La seconda, che i 14mila campioni di Dna del parco Genos contenuti in quei tre cassetti possono essere stati sottratti in un arco di tempo che va dal 2012 al 10 agosto di quest’anno, quando è stata presentata la denuncia. Il resto, per ora, sembra quasi una spy-story».
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Circondato dalle carte nel suo ufficio al secondo piano del palazzo di giustizia di Lanusei, il procuratore Biagio Mazzeo racconta il vero giallo che da poco più di un mese sta impegnando la procura ogliastrina e la compagnia dei carabinieri di Jerzu con il capitano Giuseppe Merola. E allo stesso tempo sta creando anche un grosso caso internazionale visto che quelle provette e l’annessa banca dati sono stati acquistati per 250mila euro da un’azienda britannica.
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