La Nuova Sardegna

Nuoro

Rabbia tra i lavoratori ex tessili esclusi dal reddito minimo

di Tito Giuseppe Tola
Rabbia tra i lavoratori ex tessili esclusi dal reddito minimo

Macomer, le persone rimaste senza lavoro sono oltre mille I sindacati chiedono alla Regione di intervenire con energia

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MACOMER. Gli ex tessili hanno accolto con rabbia e disappunto la notizia che il territorio della provincia di Nuoro e la loro categoria sono stati esclusi dalla misura del Governo che garantirà un reddito minimo di 500 euro per 12 mesi ai lavoratori che hanno perso la copertura degli ammortizzatori sociali. Quelli che lavoravano nelle aziende tessili della provincia di Nuoro cancellate dalla crisi sono oltre mille. Le misure delle “politiche attive del lavoro” messe in campo dalla Regione per rioccuparli non hanno prodotto risultati. Cresce la rabbia e già si annunciano proteste e una nuova mobilitazione in autunno.

Le misure del governo. Nell’incontro del 6 settembre tra il ministro Poletti e Cgil, Cisl e Uil nazionali, al quale hanno partecipato anche le regioni interessate da aree di crisi complessa, si è concordato un intervento di tipo sociale che garantirà un importo di 500 euro mensili per 12 mesi ai lavoratori delle aree di crisi che entro il 2016 perderanno gli ammortizzatori sociali purché si rendano disponibili a seguire percorsi di politiche attive per il lavoro.

Le risorse. La somma stanziata è di 150 milioni di euro. Altri 85 milioni sono destinati a finanziare periodi di cassa integrazione in deroga per chi ha terminato i normali periodi previsti dalla legge. Le aree di crisi individuate sono Gela, Piombino, Livorno, Rieti, Termini Imerese, Trieste, Taranto e le aree di Ascoli Piceno e Molise. La Sardegna è fuori, ma pare si riesca a far rientrare il Sulcis.

Lavoratori senza reddito. I sindacati dei tessili Cisl e Cgil sono subito intervenuti denunciando l’esclusione dell’area della Sardegna centrale e, in particolare, di una categoria che ha pagato a caro prezzo le conseguenze della crisi. Le fila dei lavoratori che non hanno più un reddito si sono infoltite con i tessili usciti a luglio dalla mobilità. A questi si aggiungeranno poi quelli della Ft Calze, 60 in tutto dei quali 20 usciranno a settembre. Gli altri tra la fine dell'anno e i primi del 2017 non avranno più la copertura degli ammortizzatori sociali. Gli ex Legler, invece, sono ormai tutti fuori. È vero che molti di quelli di Macomer erano lavoratori anziani per cui hanno maturato l’età della pensione, ma ci sono anche molti giovani, soprattutto gli ex tessili della fabbrica di Ottana che sono rimasti senza nulla, e quelli ex Queen.

Le misure della Regione. Per i sindacati si tratta di una beffa anche perché, come scrivono nel loro comunicato, «le misure di politiche attive per il lavoro messe in campo dalla Regione Sardegna, che sono le stesse di cui hanno potuto usufruire le aree di crisi in tutta Italia, si sono rivelate del tutto inadeguate perché le assunzioni si possono contare sulle dita di una mano e le centinaia di lavoratori licenziati sono ancora per strada senza nessuna fonte di sostentamento».

L’area di Tossilo. Ritengono quindi che «l’area di Tossilo e ciò che rimane del settore tessile debbano rientrare a pieno titolo tra le aree destinatarie dell’intervento». Chiedono infine alla Regione «che porti avanti con maggior energia, decisione e determinazione le rimostranze dei nostri territori profondamente colpiti dalla crisi che non sono seconde a quelle di tutto il resto d’Italia».

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