Edilizia, Cgil-Cisl-Uil reclamano l’apertura dei nuovi cantieri
Tortolì, chiesto un incontro urgente con l’Anas e la Provincia I lavori sulla 125 e sulla 27 unica speranza contro la crisi
Il settore dell’edilizia, per decenni, è stato una delle maggiori voci economiche non solo a Tortolì-Arbatax, ma nel contesto dell’intera area ogliastrina. Ma da tanti anni la situazione peggiora, con la conseguenza della crescita dei senza lavoro. In questo contesto le tre organizzazioni sindacali territoriali di categoria, Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil, guidate rispettivamente da Giovanna Muscau, Maurizio Piras e Mario Arzu, attendono «le convocazioni richieste all’Anas e alla ex Provincia Ogliastra, entro il corrente mese». E per questo mercoledì hanno inviato una nota all’ingegner Valerio Mele, capo compartimento Anas Sardegna, alla direzione della De Sanctis spa Roma, e alla direzione dell’impresa Oberosler spa Bolzano. I responsabili delle tre organizzazioni sindacali territoriali del comparto edile affermano: «Essendo vicina l’apertura dei cantieri sia da parte dell’Anas nella nuova strada statale 125-Orientale sarda, lotti da Tortolì-San Giorgio Tertenia e da parte della ex Provincia nella strada provinciale 27 (Villagrande Strisaili-Tortolì), e ancora e nella strada provinciale 390 Loceri-Lanusei, abbiamo ritenuto necessario richiedere un incontro all’ente Anas e al commissario della ex Provincia per avere notizie certe sull’inizio effettivo dei lavori e sulla ricaduta occupazionale nei sopracitati cantieri». Mario Arzu, Maurizio Piras e Giovanna Muscau sottolineano: «Sono state infatti stanziate ingenti risorse per dotare l’Ogliastra delle infrastrutture necessarie a programmare il proprio sviluppo economico e sociale. I nostri sindacati, in questi ultimi anni, hanno sostenuto assieme ai lavoratori espulsi dal ciclo produttivo numerose iniziative per sollecitare l’avvio dei cantieri e per garantire un sostegno attraverso gli ammortizzatori sociali a loro e le loro famiglie. Attualmente centinaia di ex lavoratori edili sono disoccupati e senza alcun ammortizzatore sociale, essendo stati aboliti dal governo nazionale». La Fillea, la Filca e la Feneal rimarcano: «C’è grande preoccupazione per tante professionalità locali che da numerosi mesi attendono di poter riprendere a lavorare a seguito della crisi che ha drasticamente ridotto di oltre il 50 per cento la forza lavoro del settore edile e dei comparti ad esso connessi. Attendiamo le convocazioni richieste ad Anas e alla ex Provincia, entro il mese, per poter divulgare una corretta informazione sia sulla tempistica che sulla consistenza della manodopera necessaria a completare le suddette grandi opere».
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