La Nuova Sardegna

Nuoro

Asl, il project è appeso a un filo Oggi un incontro alla Regione

I vertici della sanità nuorese incontreranno i responsabili dell’assessorato e tutto lo staff legale All’esame la delibera dell’Anac e la preparazione delle controdeduzioni per evitare il tracollo

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NUORO. Il futuro della sanità nuorese è appeso a un filo. Senza project financing, il rischio di naufragio è quasi certo. La situazione è molto complicata e al momento non si vede una via d’uscita. Dopo lo spietato giudizio dell’Anac, l’Agenzia nazionale anticorruzione diretta da Raffaele Cantone, che ha stroncato l’intero impianto del progetto di finanza, rimarcandone l’illegittimità e sottolineando tutte le criticità tra le quali la mancanza del requisito più importante: il rischio d’impresa da parte della società di progetto.

Sono questi i delicati argomenti che saranno affrontati nella riunione che si svolgerà oggi a Cagliari, nella sede dell’assessorato regionale alla Sanità All’incontro parteciperanno l’assessore Luigi Arru, il direttore generale dell’assessorato Giuseppe Sechi, il Commissario straordinario dell’Asl nuorese, Mario Palermo, il direttore amministrativo Carmen Atzori e il direttore sanitario Maria Carmela Dessì e tutto lo staff legale della Regione. Non è improbabile che alla riunione sia presente anche il presidente Francesco Pigliaru, che ha seguito tutta la vicenda nuorese ma ha atteso il responso dell’Anac prima di fare qualsiasi dichiarazione. Gli avvocati della Regione dovranno esaminare dettagliatamente le contestazioni dell’Anac e predisporre le controdeduzioni che potrebbero permettere il salvataggio del project financing dell’Asl 3. Altrimenti si rischia di finire in tribunale con tutto quel che ne consegue, anche in termini economici.

Finora, la durissima delibera dell’Anac è rimasta senza risposta anche da parte della società di progetto. Il Pssc (Polo sanitario Sardegna centrale), la società che raggruppa le varie aziende impegnate nei lavori nelle strutture sanitarie nuoresi, non ha rilasciato alcuna dichiarazioni. Gli uffici legali delle varie aziende sono al lavoro per decidere il da farsi, dopo che per alcuni mesi avevano cercato di limare tutte le criticità di concerto con i responsabili dell’Asl nuorese. Ma non è servito a niente visto che gli esperti dell’Agenzia anticorruzione hanno ritenuto interamente illegittimo l’impianto del progetto di finanza.

«L’Anac ha confermato i dubbi che avevamo anticipato relativamente all’operazione negoziale ed economica nella quale sono state trasgredite le norme e i principi che disciplinano gli appalti pubblici – hanno spiegato dall’Asl–. Il rischio imprenditoriale non era correttamente attribuito alla parte privata, come previsto dalla legge. Il sub-affidamento dei servizi generali di manutenzioni, energia, pulizie, smaltimento rifiuti speciali, portierato, Cup, ausiliariato, ristorazione, ingegneria clinica e hardware e software alle singole ditte da parte della società di progetto Pssc è stato dato in violazione di legge. Ciò significa che l’originario contratto di concessione non è valido. L’Asl – hanno concluso i vertici aziendali – non può che trarre le dovute conseguenze. Il piano di emergenza prevede la conclusione dei cantieri negli ospedali e nelle strutture sanitarie e la prosecuzione dei servizi generali indispensabili per il funzionamento dell’Asl».

Durissima l’analisi della senatrice del Movimento 5Stelle, Manuela Serra. «In questa vicenda emerge chiaramente come si sia tentato di agevolare, con l'impiego di ingenti risorse pubbliche, peraltro contrariamente a quanto previsto dal nostro ordinamento giuridico, una società privata, il cui unico interesse è quello di massimizzare il profitto. Mi chiedo – ha concluso la senatrice pentastellata – se possa considerarsi normale che vi sia la necessità di un’interrogazione parlamentare e di un’indagine dell’Anac per garantire ai sardi un servizio sanitario di qualità e al giusto prezzo nel pieno rispetto delle regole. Continueremo a vigilare, in collaborazione con le autorità competenti, fino a quando il rispetto delle regole e della trasparenza diventino principi condivisi».

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