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In due in una stanza: nessuno affitta

In due in una stanza: nessuno affitta

MACOMER. Vivono in una stanza che gli è stata messa a disposizione dalla carità di chi vive nella stessa casa e porta con le taniche anche l’acqua necessaria per lavarsi e far scorrere il wc. Franco...

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MACOMER. Vivono in una stanza che gli è stata messa a disposizione dalla carità di chi vive nella stessa casa e porta con le taniche anche l’acqua necessaria per lavarsi e far scorrere il wc. Franco Falchi e la compagna Martina Murgese cercano una casa da mesi, ma non gliela affitta nessuno. Lui ha 44 anni e lei 39 e ne dimostrano molti di più. Entrambi con problemi di salute importanti, potrebbero in parte risolverli se si sottoponessero agli interventi e alle cure necessari, ma una convalescenza in un buco dove manca tutto non è consigliabile. Falchi e Murgese hanno bussato alle porte del Comune e hanno parlato con gli amministratori, ma la soluzione non è arrivata. «Ai Servizi sociali ci hanno detto di trovarci una casa in affitto – raccontano –, ma con tante case sfitte che ci sono a Macomer per noi non c’è nulla». Quella di Franco Falchi e della sua compagna è una delle tante storie di ordinaria indigenza generate dalla crisi che a Macomer ha cancellato le attività produttive e il lavoro. Alle case Area non possono accedere perché non sono nella parte alta della graduatoria, e poi la richiesta è tanta e le case disponibili sono poche. «Ci risulta che il comune disponga di locali per le emergenze abitative – dicono Falchi e Murgese –, a noi basterebbe una di quelle. Siamo in due e ci basta uno spazio anche piccolo. Una casa non ce l’affitta nessuno e quando chiediamo troviamo solo porte chiuse. Ci sembra assurdo che non si trovi un buco per noi. In comune sanno tutto, ma non ci danno risposta. È deprimente e non sappiamo più cosa fare. Il comune dispone di una casa in via Iglesias. Perché non trovano una stanza anche per noi? Ci è stato detto di andare a vivere in uno dei paesi della zona, ma allontanarci da Macomer significa perdere anche la possibilità di fare qualche piccolo lavoro che ci aiuta a campare, perché nei paesi non c’è proprio nulla». A monte della situazione nella quale si è ritrovato Franco Falchi c’è una separazione e la mancanza di lavoro. Per quattro mesi è rimasto senza tetto. Poi qualcuno gli ha fatto la carità di dargli una stanza in una casa dove manca anche l’acqua e si vive circondati da taniche con le quali si porta l’acqua necessaria per tutto.

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