La Nuova Sardegna

Nuoro

Mobilità sostenibile per una città più a misura d’uomo

di Francesco Cabras
Mobilità sostenibile per una città più a misura d’uomo

Un incontro promosso dal Comune sui trasporti alternativi La necessità di incentivare l’uso di mezzi pubblici e lo sport

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NUORO. Ripensare la mobilità viaria di Nuoro tenendo conto non più, o non solo, del trasporto su gomma, ma alla luce delle nuove esigenze: la riduzione dell’inquinamento acustico e ambientale e l’ampliamento delle aree percorribili a piedi. Allo stesso tempo promuovere l’utilizzo di mezzi alternativi all’auto per gli spostamenti quotidiani. Una sfida non da poco per una città che negli ultimi trenta-quarant’anni è stata concepita, progettata e sviluppata più a misura d’auto che d’uomo. Per invertire la rotta è necessario che il capoluogo si doti di un Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums), necessità che martedì è stata al centro di un workshop organizzato dal Comune, in collaborazione con l’Università di Cagliari.

L’incontro, introdotto dall’assessore comunale all’Ambiente Giuliano Sanna, è servito per capire in che modo Nuoro potrebbe cambiare volto in meglio dal punto di vista della qualità urbana. «Serve una nuova pianificazione territoriale», ha esordito Francesco Licheri, coordinatore della proposta del bando per la riqualificazione urbana e la sicurezza del Comune. «Nelle città del ventesimo secolo – ha continuato – era l’automobile che doveva poter andare dappertutto, nel ventunesimo, invece, si deve poter camminare dappertutto». Licheri ha evidenziato come anche a Nuoro la struttura dei percorsi denota come negli anni siano stati pensati e realizzati per le auto. «Non ragioniamo di strade – ha aggiunto - ma di percorsi, riducendo lo spazio dedicato alle automobili e riappropriandoci di luoghi che abbiamo desertificato».

Naturalmente, per la realizzazione dei progetti servono finanziamenti. Risorse a cui, come ha illustrato il referente del Centro di programmazione della Regione, Marco Naseddu, si può accedere grazie al programma europeo Por, che tra gli obiettivi prevede anche interventi a favore dell’energia sostenibile e qualità della vita. «Ma – ha avvisato – per riuscire a spendere al meglio le risorse è importante una pianificazione che sia rigorosa, obiettiva, condivisa ed efficace». E per accedere ad alcune forme di finanziamento è necessario che i comuni si dotino prima di un piano della mobilità sostenibile.

Ma quando la mobilità si può definire tale? Lo ha spiegato Gianfranco Fancello, ricercatore del Dipartimento di ingegneria dell’Università di Cagliari, che (tra gli altri criteri) ha sottolineato «quando contribuisce al benessere economico e sociale, utilizza risorse rinnovabili a un tasso inferiore di quello di rigenerazione e soddisfa le esigenze di accessibilità di merci e persone al territorio». La docente di Sociologia, Aide Esu, ha invece portato all’attenzione quanto sia importante, ma anche difficile, ascoltare la voce dei cittadini quando li si vuol coinvolgere nei cambiamenti. A tal proposito, Esu ha portato ad esempio le difficoltà incontrate dall’amministrazione comunale di Cagliari quando si è decisa la pedonalizzazione del quartiere di Villanova. Tra gli interventi allo studio, utili alla diminuzione dell’inquinamento, c’è la promozione all’uso di mezzi, pubblici e privati, alimentati con l’energia elettrica. «Ma allo stato – ha ravvisato il direttore dell’Atp Michelangelo Mariani – per noi non sarebbe sostenibile economicamente. Nel frattempo abbiamo comunque rinnovato l’intero parco mezzi, dotandoci di quelli meno inquinanti sul mercato».

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