Oliena, no alle classi pollaio Oggi sciopero di un’ora
Sit-in di protesta davanti al Comune di tutti gli studenti e degli insegnanti L’assessore all’Istruzione: «Non si possono stipare 51 ragazzi in due classi»
OLIENA. Aule vuote in tutte le scuole olianesi. Questa mattina il popolo degli studenti, dei genitori e degli insegnanti del paese ai piedi del Corrasi si è unito al coro di protesta sul caso della classe pollaio nella scuola media di via Italia: sono 51 gli studenti delle classi prime — uno ha chiesto il trasferimento — distribuiti in appena due classi. Un fatto che ha scatenato rabbia e malcontento tra genitori, insegnanti e persino giunta comunale definendo vergognosa e inaccettabile una situazione simile. «Stipare 51 studenti in appena due classi è fuori da ogni logica umana», avevano commentato il primo giorno di protesta davanti ai cancelli del provveditorato agli studi, a Nuoro. Era il 13 settembre, quel giorno per i piccoli studenti sarebbe dovuto essere il primo giorno di scuola. Ma così non è stato e ancora oggi, a distanza di dieci giorni, i piccoli studenti non hanno ancora fatto ingresso nella loro nuova scuola. A nulla sono servite le numerose lettere corredate da corpose relazioni che delineavano lo stato di salute del paese, «una realtà che da anni soffre di particolari criticità familiari, sociali e ambientali, dove sono oltre 60 i minori seguiti dai servizi sociali del Comune», aveva più volte ribadito il sindaco Martino Salis. Una situazione, però, nei fatti ignorata dallo stesso ufficio scolastico provinciale che più volte ha rigettato l'accorata richiesta di una terza sezione di prime. Oggi alla rabbia degli alunni, dei genitori e degli insegnanti si sono uniti gli oltre 700 studenti e i numerosi docenti di ogni ordine e grado delle scuole del paese in uno sciopero generale di un'ora, dalle 8.30 alle 9.30, per dar corpo al sit-in di protesta davanti al Comune del paese e sperare che questa volta il loro grido di dolore venga ascoltato. «Ieri abbiamo ricevuto l'ennesimo no dall'ufficio scolastico provinciale – ha spiegato Antonella Pau, componente del coordinamento dei genitori in rivolta –. La decisione presa è quella di stipare 51 studenti in due classi». Al disperato grido d’allarme delle famiglie si unisce anche quello dell'assessore comunale all'Istruzione Donatella Medde. «Condivido pienamente le motivazioni dei genitori – spiega –. I rigidi parametri nazionali spesso non coincidono con le realtà territoriali. Nel paese la situazione di disagio giovanile è allarmante, a scuola molti ragazzi hanno bisogni educativi speciali, e ovviamente non è possibile seguirli in classi numerose. Ho chiesto un incontro urgente con il direttore dell'ufficio scolastico regionale, Francesco Feliziani, ma non ho avuto ricevuto alcuna risposta. Anche da parte dell’amministrazione la protesta proseguirà seguendo altri canali»..
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