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Nuoro

Ottana, bonifiche e riconversione: «Nessuno ci ascolta»

di Federico Sedda
Ottana, bonifiche e riconversione: «Nessuno ci ascolta»

Il sindaco Franco Saba chiede l’inserimento dell’area nel Sin «Gridiamo nel deserto, la politica si è dimenticata di noi»

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OTTANA. «Da tempo chiediamo che il comparto industriale di Ottana venga riconosciuto come area di crisi nazionale e, allo stesso tempo, che venga inserito nei Sin (siti di interesse nazionale) affinché le bonifiche e la riconversione siano effettuate con i fondi messi a disposizione dalla Comunità europea. Su questi temi abbiamo approvato, nel marzo scorso, anche un ordine del giorno in consiglio comunale che è stato inoltrato al governo e alla Regione. Ma finora tutto è rimasto lettera morta». Il sindaco di Ottana, Franco Saba, non nasconde la delusione di fronte al silenzio che grava sull’area industriale del centro Sardegna sempre più sull’orlo della catastrofe.

Disinteresse. «Gli appelli, le proposte, i progetti, le proteste anche clamorose - si sfoga il primo cittadino - non sono serviti a nulla. Ottana non sembra più essere nell’agenda della politica e delle istituzioni. E così noi sindaci continuiamo a gridare nel deserto. Nel frattempo, la crisi occupazionale sta gettando nello sconforto centinaia di famiglie del territorio. E ora ci vogliono negare anche l’ultimo appiglio di speranza: il riconoscimento di area di crisi nazionale».

Rilancio. Un provvedimento che darebbe il via non solo alla proroga degli ammortizzatori sociali, ormai scaduti, per quasi tutti i lavoratori tessili, chimici e metalmeccanici che hanno perso il lavoro, ma anche al rilancio produttivo con nuovi investimenti e nuove attività. «Sì, perché – sottolinea il sindaco Franco Saba, anche lui ex lavoratore tessile – la riconversione non vuol dire chiudere, ma avviare nuove iniziative compatibili. Il riconoscimento dello stato di crisi nazionale dell’area è un passo fondamentale per il rilancio industriale e occupazionale del territorio. Nell’ordine del giorno approvato a suo tempo dal consiglio comunale – ricorda Franco Saba – abbiamo chiesto alle istituzioni locali e regionali di incalzare il governo al fine di ottenere provvedimenti straordinari e di programmazione nei confronti del nostro territorio. Il tutto a tutela della cospicua fascia di famiglie dilaniate dalla crisi che si trovano tagliate fuori da qualsiasi protezione economica.

Agevolazioni. «In particolare – spiega il primo cittadino di Ottana – chiediamo strumenti che prevedano agevolazioni per gli investimenti, per l’occupazione, per il riassorbimento dei lavoratori in cassa integrazione e in mobilità. Strumenti che stanno per essere esauriti». Le ultime gocce degi ammortizzatori sociali finiranno a dicembre 2016. Poi ci sarà il nulla. Resterà solo la disperazione totale. Con fabbriche chiuse e tutele esaurite. «Senza interventi immediati e urgenti - conclude il sindaco - verrà innescata una bomba sociale a orologeria. E gli effetti sociali, di questa bomba, potrebbero essere devastanti».

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