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Versi di Becconi attribuiti a “Zellachinu”

Versi di Becconi attribuiti a “Zellachinu”

POSADA. Ha iniziato a scrivere versi quando era ancora un ragazzino e faceva il servo pastore nel Logudoro. Luigino Becconi, nato al Olzai nel 1933, ha avuto anche l’onore di duettare sul palco con...

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POSADA. Ha iniziato a scrivere versi quando era ancora un ragazzino e faceva il servo pastore nel Logudoro. Luigino Becconi, nato al Olzai nel 1933, ha avuto anche l’onore di duettare sul palco con uno dei più grandi poeti improvvisatori isolani, Giovanni Seu di Chiaramonti. La sfida avvenne nel 1956 ad una festa paesana quando Becconi aveva appena vent’anni e Seu andava per i quaranta. La poesia Luigino Becconi l’ha avuta sempre nel sangue, componeva versi nelle lunghe ore all’addiaccio in campagna e non ha perso poi l’abitudine nemmeno quando poi aprì un negozio a Nuoro. Dopo aver chiuso l’attività, Becconi si è trasferito in Baronia e da tanti anni risiede a Posada dove trascorre le giornate in piazza Rockefeller con gli altri anziani del paese. Ha partecipato a tanti premi di poesia riscuotendo vari riconoscimenti e ancora oggi, ricorda a memoria tutti i suoi componimenti. Luigino Becconi qualche giorno fa, è rimasto sorpreso quando un amico, gli ha fatto notare che due delle sue poesie premiate a Nuoro in un concorso letterario, sono finite in un libro edito nel 1989 dall’amministrazione comunale di Orune.

Anzichè riportare in calce la firma del poeta di Olzai, le due composizioni sono invece attribuite a Francesco Pittalis noto Zellachinu. «Si tratta sicuramene di un errore – spiega Luigino Becconi che da una cartella tira fuori decine e decine di opere in versi – Ho sempre vergato a mano le mie poesie e dopo averle corrette, le copiavo con una vecchia macchina da scrivere. Ecco qui il testo di “Oh aradu” – dice – e quello di “Oh farche” che solo oggi, scopro essere state pubblicate in un libro a nome di un altro poeta. Non so come possa essere successo – si chiede Becconi – Con le due poesie ho ottenuto riconoscimenti nel 1985 e nel 1986 a Nuoro nel premio di poesia San Giovanni Battista dedicato proprio alla memoria di Pittalis. È facile per chi si intende di poesia capire che le composizioni sono le mie. Innanzitutto non sono scritte in dialetto orunese ma in logudorese, lingua che ho sempre utilizzato. Sono diverse anche la metrica e le parole di uso comune. Probabilmente si è trattato di un errore commesso in buona fede».

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