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Nuoro

lula

La compagnia Ilos porta in scena la Deledda

di Bernardo Asproni
La compagnia Ilos porta in scena la Deledda

A ottobre sul palco un testo liberamente tratto da una novella del Nobel nuorese

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LULA. “Ti salutiamo, Lula, piccolo e fiero borgo, dagli abitanti forti, vergini tipi dagli abitanti spegnentesi...”: è un passaggio della novella “San Francesco” di Grazia Deledda. Non è l’unico richiamo che il Nobel fa, nei suoi scritti, di Lula, dove spesso è stata ospite, e del Santuario di San Francesco, a lei tanto caro come emerge dalle sue opere. S’istranzu, s’amicu de posata, nella cultura sarda ha rappresentato un qualcosa di sacro, da non tradire. Era l’ospite che arrivava a cavallo o col carro a buoi e trovava ospitalità e alloggio, insieme ai suoi mezzi di trasporto; il segno dei tempi, della cultura contadina e agro-pastorale.

La compagnia Teatrale Ilos, per la festa di San Francesco propone (1 ottobre) “Sos Istranzos de Santu Franziscu”, liberamente tratto dalla novella deleddiana San Francesco (la scenografia, i testi dello spettacolo e la regia sono di Elena Musio) con Rosa Beccu, Mariangela Farina, Giuseppe Guiso, Teresa Loi, Giovanna Marreddu, Laura Monni,Gian Luigi Moreddu, Piero Piras, Giorgio Sanna, i bambini Anastasia, Salvatorina, Paolo, Alessandro, Nicola, Pietro, Marianna, Angela e Maria Natalina.

È uno spettacolo già fatto da Ilos ma la ripresa si arricchisce di nuove fonti di ispirazione come il saggio “Tradizioni popolari di Nuoro”, conservando il carattere biografico del primo pellegrinaggio, che la giovane scrittrice fece da Nuoro a San Francesco passando per Lula.

Viene arricchito con nuovi personaggi e atmosfere. «Lo scopo di questo spettacolo – spiega Elena Musio – è quello di far scoprire,non solo la Lula di allora, ma una Deledda diversa da quella che conosciamo attraverso i romanzi più noti; malinconica e inquieta, piena di costrizioni e di regole non trasgredibili». «La giovane Grazia – continua – quella che è stata attraverso le sue scelte di vita, è una donna piena di passioni, ardita e coraggiosa come un brigante, determinata e caparbia, capace di sfidare le convenzioni di quell’epoca difficile, per poter perseguire i suoi sogni. Amava, soffriva e lottava con un’energia fuori dal comune». (b.a.)

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