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Siccità, chiusura condotte e campagne a secco

Siccità, chiusura condotte e campagne a secco

BUDONI. Dichiarazione dello stato di calamità naturale e attivazione dei centri operativi di comparto nei cinque comuni interessati dalle restrizioni idriche. Questa la decisione presa ieri mattina...

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BUDONI. Dichiarazione dello stato di calamità naturale e attivazione dei centri operativi di comparto nei cinque comuni interessati dalle restrizioni idriche. Questa la decisione presa ieri mattina nella riunione che si è tenuta nel palazzo comunale di Budoni. Confermata quindi la decisione di chiudere le condotte irrigue e saranno quindi le autobotti della protezione civile, dell’ente Foreste e delle stesse amministrazioni comunali a rifornire d’acqua le aziende agricole, abitazioni e le attività turistiche.

Non sono poi mancate le recriminazioni e le polemiche sul mancato completamento dei lavori dell’invaso sul Posada e soprattutto sulla ritardata chiusura delle paratie che avrebbero consentito di invasare ulteriori milioni di metri cubi d’acqua e arrivare sino alla stagione delle piogge senza patemi d’animo.

Alla presenza dei primi cittadini di Siniscola, Posada, Budoni, Torpè e San Teodoro, rappresentanti del consorzio di bonifica e Abbanoa, si è ribadita la volontà di chiudere tutti i rubinetti delle condotte a servizio dell’agricoltura ad eccezione delle linee che portano ai potabilizzatori e poi ai centri abitati. Vale a dire che dai prossimi giorni in quasi tutti gli idranti della piana a valle della diga di Maccheronis, non arriverà un goccio d’acqua con evidenti disagi non solo per le case dell’agro, ma per le aziende agricole e zootecniche, agriturismi e villaggi. In ogni comune stamane si farà un elenco delle abitazioni di campagna e sarà poi diramato un numero da chiamare per prenotare le autobotti che faranno la spola tra i centri di prelievo e le aziende.

«Metteremo a disposizione anche gli operai del Comune per agevolare le operazioni di chiusura delle condotte ma invitiamo sia i proprietari di case nell’agro sia le aziende agricole a dotarsi di capienti cisterne per agevolare il compito di chi trasporterà l’acqua – dicono i sindaci –. Per il momento abbiamo a disposizione otto autobotti della Protezione civile oltre a quelle di Forestas».

Particolarmente difficile l’approvvigionamento a Siniscola che conta migliaia di case sparse in un vasto territorio e che necessiterà quindi di numerosi mezzi per svolgere al meglio il servizio. Sarà stilato un primo elenco e le autobotti, saranno suddivise per territorio. Si diceva delle polemiche e il primo a sollevarle, è stato il presidente del Consorzio di bonifica Ambrogio Guiso che ha ribadito il fatto che sino alla primavera, si siano gettati a mare milioni di metri cubi d’acqua dalla diga. «Se avessero chiuso le paratie il 28 febbraio, avremmo ancora invasata l’acqua sufficiente a superare l’emergenza – afferma – mentre è stata sollecitata la ripresa dei lavori della diga che consentirebbe oltre alla messa in sicurezza delle opere, anche di aumentare la capacità dell’invaso». (s.s.)

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