Baronia, emergenza idrica «La colpa è del Consorzio»
Torpè, replica dell’assessore regionale Maninchedda sulla gestione della diga «La denuncia del presidente Guiso è del tutto inutile perché denuncia se stesso»
Polemiche e piccata replica dell’assessorato regionale ai lavori pubblici dopo le ultime dichiarazioni rilasciate alla stampa nei giorni scorsi dal presidente del Consorzio di bonifica della Sardegna centrale Ambrogio Guiso riguardo una presunta colpa della Regione nel ritardo della chiusura della diga di Maccheronis, che avrebbe portato allo stato di crisi idrica attuale. In una nota ufficiale diffusa ieri dalla Regione, si forniscono «le opportune precisazioni a tutela della verità, dell’azione istituzionale della Regione stessa e nell’interesse generale delle popolazioni coinvolte». L’assessore regionale dei lavori pubblici Paolo Maninchedda ricorda al Consorzio di bonifica la convenzione stipulata con Enas (l’Ente acque della Sardegna) in base alla quale lo stesso Consorzio è individuato come unico responsabile della gestione della diga di Torpè, dal 1 aprile 2014 al 31 marzo 2016.
«Perciò, quando il presidente Guiso denuncia la responsabilità di chi non ha proceduto alla chiusura del bacino nei primi giorni di marzo del 2016, sta denunciando sé stesso – spiegano dagli uffici dell’assessorato regionale –. Denuncia peraltro inutile perché la quantità d’acqua rilasciata è esattamente quella disposta dall’ufficio tecnico dighe per garantire la sicurezza dei cittadini. Per quanto riguarda i lavori bisogna ricordare che la stazione appaltante è lo stesso Consorzio e che l’appalto, ha subìto una rescissione con strascico giudiziario a causa dell’abbandono dell’impresa aggiudicataria. Sempre a carico del Consorzio, è inoltre in corso una delicata verifica statico-funzionale delle paratìe installate mentre l’assessorato dei lavori pubblici ha chiesto e ottenuto da Enas una verifica statica della diga a seguito della breccia apertasi a causa del ciclone Cleopatra. L’obiettivo prioritario e imprescindibile è quello di salvaguardare l’incolumità delle popolazioni della valle». A sollevare le polemiche, nei giorni scorsi, era stato il presidente del Consorzio di bonifica della Sardegna centrale Ambrogio Guiso, appunto, che in occasione di un incontro pubblico aveva ribadito a chiare lettere il fatto che sino alla primavera, si siano gettati a mare milioni di metri cubi d’acqua dalla diga.
«Se avessero chiuso le paratie il 28 febbraio, avremmo ancora invasata l’acqua sufficiente a superare l'emergenza – aveva detto Ambrogio Guiso – mentre è stata sollecitata la ripresa dei lavori della diga che consentirebbe oltre alla messa in sicurezza delle opere, anche di aumentare la capacità dell'invaso».
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