Acqua di Locoli, scatta la polemica contro la giunta
Siniscola, il duro attacco dei partiti del centrosinistra «Comportamento sleale dopo l’incontro con Maninchedda»
SINISCOLA. Polemiche a Siniscola dopo che l’assessore regionale ai lavori pubblici Paolo Maninchedda ha negato i solleciti dell’attuale maggioranza sulla vicenda del prelievo dell’acqua di Locoli. I partiti del centrosinistra in una nota diffusa ieri, si scagliano contro il sindaco Gianluigi Farris e il suo vice Marco Fadda.
«L’intenzione era di astenerci da ogni commento sulla querelle nata tra i due esponenti politici locali e l’onorevole sull’acqua sorgiva di Locoli, ma l’ulteriore nota divulgata dall’amministrazione ci ha dissuasi, in quanto ha peggiorato lo stato delle cose. L’assessore Maninchedda è intervenuto a tutela della verità, in quanto la versione dell’incontro divulgata dal sindaco e suo vice, è in netta contrapposizione. L’esponente regionale ha ragione nell’affermare che della vicenda se ne stava già occupando sulla base di un progetto preliminare presentato anni fa dalla Provincia – spiegano – senza aver mai ricevuto sollecitazione da parte degli attuali amministratori comunali. Il sindaco e l’attuale maggioranza, fino ad ora, hanno sempre avversato strumentalmente questa soluzione. Solamente oggi, con l’emergenza idrica, si cambia idea. Non solo si è calpestato il diritto d’informazione, nei confronti dei cittadini, ma si è andati oltre misura sostenendo che l’amministrazione è impegnata per rilanciare questa cittadina nell’onestà e nella legalità. È un vero insulto alla città – aggiungono – Siniscola è una città onesta e laboriosa, che ha lavorato sempre nel rispetto della legalità. Ad oggi non si conoscono atti di corruzione. Il comportamento del sindaco e suo vice, invece, costituiscono un chiaro ed unico esempio di slealtà e di lesione alla democrazia istituzionale mai avvenuto e che, ha contribuito a far perdere ai siniscolesi, insieme ai propri rappresentanti, quel minimo di autorevolezza e di credibilità sociale e politica. Non si possono definire gli altri sfascisti – conclude la nota – se evidenziano con senso istituzionale le contraddizioni. È una situazione imbarazzante e ridicola e l’inadeguatezza a ricoprire determinati ruoli, è sotto gli occhi di tutti».
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