Città in balia dei rifiuti e delle discariche abusive
Il M5S fa la mappatura delle zone periferiche e delle strade del circondario Da Testimonzos a Su Berrinau: in forte aumento l’abbandono di immondizia
NUORO. Le strade di collegamento con la città e così le secondarie disseminate di rifiuti. In certe si è arrivati a enormi depositi a cielo aperto, la cui altezza cresce in maniera proporzionale al passare delle stagioni. Quasi che il tempo a Nuoro e circondario fosse tornato indietro di mezzo secolo e più. La gravità della situazione è scritta in un’interrogazione presentata in municipio dal Movimento Cinque Stelle, con il consigliere Tore Lai, all’opposizione della maggioranza guidata dal sindaco Andrea Soddu. Chiede un confronto nell’assemblea e anticipa domande per avere notizie su interventi, controlli e piani di lotta per battere chi oltraggia l’ambiente e la possibilità di poterlo godere pulito e salubre. Gli attivisti del movimento nelle ultime settimane hanno camminato in lungo e largo nella periferia, per poi rientrare con una mappa dello sconcio.
L’area maggiormente compromessa è quella di Su Berrinau, lungo la vecchia statale per Macomer. I proseliti del sacchetto “butta e fuggi” hanno poi via via toccato le cunette della 131 Dcn, i collegamenti antichi per Orune e Lollove, sul versante settentrionale, mentre sul fronte opposto chi non arriva a Su Berrinau scarica i rifiuti in alcuni spazi di Testimonzos e Corte. A Sa Trovodda, sulla provinciale per Mamoiada, c’è invece il ricettacolo dei copertoni di auto e camion. Il consigliere Lai racconta nell’interrogazione, inviata due giorni fa, di una situazione che peggiora: «Siamo arrivati a contare oltre una decina di discariche abusive, senza considerare altri punti dove sono presenti rifiuti, seppur non compromessi del tutto. Un altro elemento per inquadrare la situazione: non c’è un ingresso alla città che non sia stato preso d’assalto da queste persone prive di senso civico o comunque affette da negligenza e disinteresse per le regole minime di rispetto dell’ambiente».
Dal municipio l’assessore competente Giuliano Sanna non concorda sulle quantità in crescita: «Le amministrazioni che si sono susseguite negli anni hanno fatto molti sforzi per limitare il fenomeno. Certo il problema esiste ed è complesso, anche perché coinvolge più enti. Un aiuto lo può dare il cittadino, anche con la segnalazione di nuove discariche».
Il consigliere pentastellato non cambia però interlocutore e al Comune ricorda responsabilità proprie e indirette, con la richiesta di interventi immediati e drastici. Tali sono «le opere per ripulire in tempi stretti i siti inquinati, anche per evitare che altre persone si sentano autorizzate ad abbandonare in quei luoghi i rifiuti». L’altro fronte di intervento, dice Tore Lai, «deve essere quello per ripulire le strade comunali e allo stesso tempo chiedere ad Anas e Provincia analoghi interventi nelle arterie viarie di propria competenza». Reprimere e prevenire, secondo il metodo d’azione applicabile a ogni reato terreno, in due pagine del vecchio ciclostile Tore Lai le riunisce e sollecita. Per la prima scelta chiede all’amministrazione gli interventi messi in atto, le contravvenzioni da parte dei vigili urbani, ma anche spiegazioni sull’utilizzo delle somme delle sanzioni: «Devono essere impiegate per potenziare i controlli, anche attraverso l’uso delle telecamere». Nella voce successiva Lai ci mette la prevenzione, ma l’ordine in questo caso è solo numerico. Perché, aggiunge, «è chiaro il ruolo primario della sensibilizzazione della popolazione. Io chiedo a questo proposito che cosa l’amministrazione intende fare, con parole chiare e non con le solite promesse di dibattiti, di confronti in assemblea delle quali lo stesso sindaco è il primo a dimenticarsi. In questo senso proponiamo giornate ecologiche, con il coinvolgimento delle scuole».
Tore Lai non dimentica alcuni suggerimenti, anche per aspetti non primari. Uno riguarda lo smaltimento degli inerti di piccole manutenzioni, che dovrebbe poter essere fatto nell’eco-centro, dove compilare la domanda e pagare i costi. Altra cosa: un monitoraggio tra i cittadini per capire difficoltà dello smaltimento dei rifiuti, a iniziare da quelli domestici, oppure di quelli speciali, affinché si elimini quella quota di abusivismo che prospera per via di un servizio non esauriente.
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