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cronaca

Il Consiglio di Urzulei: «Violata la nostra privacy»

Approvato all’unanimità un documento che sollecita l’intervento del Garante «Venduti anche i dati di cittadini che non hanno firmato il modulo di consenso»


02 ottobre 2016


URZULEI. Il consiglio comunale ha approvato all’unanimità la delibera proposta dal sindaco Ennio Arba sul caso SharDna: una dura presa di posizione su quella che viene ritenuta una grave violazione della privacy dopo la vendita all’asta della società di ricerca genetica insieme con campioni di Dna e dati personali e familiari di circa 13mila ogliastrini; e un appello al Garante nazionale per la privacy perché intervenga una volta per tutte su questa vicenda. Nella delibera viene ricordato come i cittadini di Urzulei, Talana, Perdasdefogu,Seulo, Escalaplano, Baunei, Ussassai, Seui, Loceri e Triei hanno “spontaneamente sottoscritto” un apposito modulo di Informativa e autorizzazione al trattamento dei dati personali,nel quale erano indicati come titolari del trattamento il Consiglio nazionale delle Ricerche attraverso l’Istituto di Genetica delle popolazioni, direttodal dottor Mario Pirastu e la società Shar.Dna. «Ciascuno dei Comuni interessati – è scritto nella delibera – ha autorizzato l’indagine per l’estrazione dagli uffici anagrafe degli elenchi dei propri cittadini, con la conseguenza che alcuni di essi, pur non avendo volontariamente sottoscritto il consenso all’utilizzo dei propri dati personali, si è trovato inserito nel database degli istituti di ricerca coinvolti».

Il consiglio comunale rileva inoltre come il programma di ricerca abbia permesso la ricostruzione di alberi genealogici a partire dalla seconda metà del ‘500, con il coinvolgimento «di cittadini che di fatto non hanno mai autorizzato ilconferimento dei propri dati personali in database utili alla ricerca, con indubbio arricchimento delle società coinvolte nel fallimento e successive compravendite all’asta delle informazioni raccolte». Il consiglio comunale esprime inoltre la propria preoccupazione in merito alla localizzazione dei dati dei propri cittadini: attualmente infatti non è ben chiaro dove sia conservata la banca dati di SharDna e se ne esistano più copie. In questo vedono una grave carenza «di misure e dispositivi inadeguati a proteggere un patrimonio così delicato come quello della banca dati di specie».

Da qui l’appello al garante nazionale per la privacy perché si pronunci sul caso; pronunciamento che è stato sollecitato anche dall’Associazione per i diritti dei sardi guidata dal medico Flavio Cabitza, ma anche da numerosi cittadini d’Ogliastra che avevano dato il proprio consenso al trattamento dei dati anagrafici e dei propri campioni biologici che ora ritrovano nella disponibilità di una società, la Tiziana Life Sciences, che li ha acquistati a un’asta fallimentare, con la quale non hanno mai avuto rapporti.

Nel frattempo prosegue l’indagine avviata dai carabinieri della compagnia di Jerzu e condotta dalla procura della Repubblica di Lanusei.

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