La Nuova Sardegna

Nuoro

l’intervento dell’ex presidente

«Non è il momento di vincere battaglie con soldatini di latta»

di MARIO DEMURU ZIDDA
«Non è il momento di vincere battaglie con soldatini di latta»

di MARIO DEMURU ZIDDA Sembra essere diventato quasi un fattore climatico autunnale il “dramma” della crisi strutturale del Consorzio di pubblica lettura “Sebastiano Satta”. E sempre con le stesse...

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di MARIO DEMURU ZIDDA

Sembra essere diventato quasi un fattore climatico autunnale il “dramma” della crisi strutturale del Consorzio di pubblica lettura “Sebastiano Satta”. E sempre con le stesse modalità: bilancio in bilico per inadempienza degli enti contribuenti. Ma qualcosa di nuovo c’é e non é di poco conto. Per tentare di capirla sarà utile un riassunto. La Satta nacque in forma di consorzio obbligatorio fra Comune e Provincia, come previsto da una legge dei primi anni ’30, per dotare i capoluoghi di provincia di biblioteche di consultazione, finalizzate a supportare i sistemi scolastici territoriali. Tra la fine degli anni ’70 e i primi anni ’80, in maniera autonoma e fra pochissime altre realtà italiane, Nuoro si dotò di un nuovo sistema di pubblica lettura, trasformando il vecchio ente in consorzio volontario fra 22 comuni del Nuorese-Baronia, le comunità montane e i due enti locali più significativi. L’iniziativa trovò il suo centro propulsore nel vecchio consorzio con finalità che travalicavano le tradizionali funzioni di consultazione ed erano volte alla creazione di un Ente culturale di primissimo livello regionale con una forte specializzazione nell’ambito dei servizi alla pubblica lettura. La prima crisi intervenne per lo scioglimento delle Comunità montane, che ha inserito un primo grave elemento di precarietà nel funzionamento della Satta. Un secondo elemento di potenziale “infragilimento strutturale” è insito nello scioglimento della Provincia, non solo nella sua qualità di co-socio maggioritario col Comune, ma in quanto destinataria della funzione delegata dalla Regione di ente bibliotecario provinciale. Infine la terza crisi strutturale, quella attuale, che vede fortemente belligeranti il Comune di Nuoro e la Regione sulle questioni sollevate dal una recente legge regionale, che pone sotto un regime di “tutorship” il Consorzio Satta rispetto alla Regione, che ne diviene ente di riferimento.

Chiarisco dicendo di non aver mai condiviso la scelta della Regione di sostanziale estromissione del Comune dalla partecipazione in un Ente - qual è il Consorzio Satta - che trova i suoi fini istitutivi di gran lunga prevalenti nella città e nel territorio di Nuoro.Penso tuttavia che la crisi sia soprattutto dovuta all’atteggiamento assunto dalle amministrazioni regionale e comunale davanti alla necessità di trovare una sintesi non distruttiva e, se possibile, costruttiva rispetto ai problemi aperti dal nuovo assetto, che non può prescindere dall’originaria natura dell’ente sotto tiro.

Perché l’ordinamento regionale in materia di biblioteche non da soluzione univoca al sistema di pubblica lettura, nelle sue varie articolazioni. E riserva solo all’ente nuorese questo carattere di “specialità”. E poi perché, approvata la legge, la Regione ha la responsabilità di renderla attuabile e attuarla, attraverso apposite norme che affrontino le questioni aperte dal nuovo regime funzionale, che non creino pericolosi vuoti e non generino tempi indeterminati di transizione. Troverei particolarmente irresponsabile che si argomentasse che nella fase attuale, perché le cose funzionino, sarà sufficiente che ciascuno agisca come in assenza della nuova legge. Perché invece e chiaro che la fase intermedia va regolamentata con equilibrio e gestita con spirito di reciproca collaborazione. Togliere il personale dalla precarietà è sicuramente una necessità e forse una priorità, ma non può essere il metro esclusivo su cui misurare la validità della delicata operazione che si va compiendo sul corpo di un’istituzione cruciale per la salute e la vitalità culturale di Nuoro e del territorio.

Piuttosto che , come i “Grandi di Spagna”, entrare a cavallo nella cattedrale, magari a sciabola sguainata, si potrebbe adottare la formula più modesta di un tavolo di lavoro attorno al quale sedere con la tranquilla coscienza di dover risolvere problemi e non vincere battaglie con i soldatini di latta schierati dalle parti (inconciliabilmente)opposte del tavolo.

Primo presidente

del Consorzio

di pubblica lettura

Sebastiano Satta

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