Tonara conquista i turisti con arte, cultura e sapori
Le Cortes nei vicoli di Arasulè, rione di Peppinu Mereu, hanno profumato di storia Gli artigiani dei sonaggios e del torrone hanno mostrato i saperi della tradizione
TONARA. Una pacifica invasione ha caratterizzato le Cortes tonaresi, sancendo il successo dell’iniziativa. Nonostante il timore per il maltempo, le piogge incessanti di sabato erano state una brutta avvisaglia, ieri migliaia di turisti sono arrivati nel paese di Peppinu Mereu, invadendo proprio il suo rione di origine, Arasulè.
In quegli stretti vicoli dove era nata la poesia dello scapigliato di Tonara, i turisti hanno avuto modo di respirare un clima di cultura, storia e di prodotti tradizionali. Nelle cortes trasformate per l’occasione in esposizioni dei prodotti locali e non, i turisti si sono fermati a vedere il lavoro del legno, la cottura del paese, la fabbricazione del torrone e dei caratteristici campanacci.
Quest’ultima è un’arte unica in Sardegna, ad appannaggio delle famiglie Sulis e Floris che, a dispetto dei tempi, della massificazione e della massiccia concorrenza, proseguono con la fabbricazione tradizionale. Con quel procedimento che prevede tanto impegno e lavoro di martellinatura; dal crogiuolo all’incudine, all’accordatura. Un gregge con i sonaggios o pittiolos de Tonara, sarà un gregge distinguibile a chilometri di distanza.
E questo si spiega ai turisti, curiosi come non mai di conoscere le origini di un prodotto unico, i cui segreti sono custoditi gelosamente.
Così come sono poco noti i segreti della lavorazione del torrone tonarese; così facile la ricetta, miele, albume, noci, mandorle o nocciole, all’occasione integrati con aromi, così difficile il segreto della lavorazione. Non tutti i torroni hanno quella consistenza, quella tostatura dei frutti, quel sapore di miele e quella consistenza. Se i torroni di Pruneddu, Pili, Tore, Demurtas, Peddes e dei tanti piccoli artigiani hanno conquistato il mercato, una ragione c’è. E risiede proprio in tanti anni di lavorazione tradizionale, di quel dolce portato in giro per la Sardegna dai carrettoneris, poi seguiti dagli ambulanti e infine dagli imprenditori del settore.
Importanti anche i momenti culturali, come la presentazione dell’ultima fatica del ricercatore Massimiliano Rosa.Soddisfatta sia l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Flavia Loche che la pro loco, retta da Natalia Onnis che hanno lavorato molto per creare una manifestazione che desse un ampio panorama di quello che era il meglio della produzione locale.
Sul fronte del programma molto seguita la discesa del gruppo carnevalesco di Ottana, Boes e Merdules bezzos.
In piazza poi i cori polifonici locali, la banda musicale ed il gruppo folk hanno tenuto banco fino tardi allietando i turisti presenti.
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