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Nuoro

Biblioteca Satta nell’Isre, prove tecniche di dialogo

di Luciano Piras
Biblioteca Satta nell’Isre, prove tecniche di dialogo

Comune pronto a coprire la quota di 5 mesi per salvare i posti di lavoro Il sindaco Andrea Soddu: «Ma insieme dobbiamo fare pressing in Regione»

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NUORO. Una soluzione tampone per superare l’immediato, ma il futuro prossimo resta alquanto nebuloso. L’unica via d’uscita dalla querelle Comune-Regione per salvare la biblioteca Satta, sembra essere l’Isre. Con tutte le incognite del caso. La sola certezza del momento, infatti, resta lo scontro politico a muso duro tra Nuoro e Cagliari, nulla di più. Salvo l’imminente pagamento della quota comunale che copre i primi cinque mesi di questo 2016, ogni altro passo è un passo nell’ignoto. «È vero, l’Isre potrebbe essere la soluzione – dice il sindaco Andrea Soddu –, ma allo stato attuale non c’è nulla di concreto, soltanto parole, ci vuole una legge regionale con tanto di dotazione finanziaria» spiega davanti a 13 dei 16 dipendenti del Consorzio per la pubblica lettura riuniti ieri pomeriggio in aula consiliare, un incontro-confronto chiesto inizialmente dalla Rsu della biblioteca.

«I nodi stanno venendo al pettine» esordisce il primo cittadino. Al suo fianco, il vice sindaco e assessore della Cultura Sebastian Cocco. Presenti in sala, alcuni esponenti del parlamentino nuorese (Fabrizio Beccu, Viviana Brau, Francesco Fadda, Chiara Flore, Fausta Moroni, Pierluigi Saiu, Graziano Siotto, Emilio Zola).

«Chiacchiere, incontri a Cagliari saltati per quattro volte di seguito... » ricapitola il sindaco. Fino all’idea prospettata («la delibera non è mai arrivata») di far confluire la Satta nell’Isre. Mentre la Regione, infatti, con la riforma degli enti locali porta nel proprio grembo la storica biblioteca nuorese, garantendole il marchio «di valenza regionale», il Comune non ci sta ad essere estromesso dalle scelte politiche pur essendo comunque chiamato a pagare la quota di Consorzio. Ecco perché l’Isre, all’interno del quale il Comune ha la sua voce in capitolo, potrebbe risolvere i mali.

«Avremmo gradito che questa querelle non ci fosse mai stata» dice Renzo Soro, uno dei 16 dipendenti del Consorzio Satta (erano 18 fino all’anno scorso), ai quali vanno aggiunte altre nove unità della Cooperativa servizi bibliotecari, con «una ricaduta a favore di questa città – sottolinea – di 880mila euro annui». «Avremmo gradito maggiore sensibilità nei nostri confronti» aggiunge, dopo aver ricordato che erano stati gli stessi dipendenti a sollecitare i consiglieri regionali affinché la Satta venisse riconosciuta di «valenza regionale», l’unico modo per avere un futuro certo dopo tanti «anni di terremoto», così chiama gli ultimi 17 anni il direttore dello stesso Consorzio Tonino Cugusi.

«Ma cosa significa “valenza regionale”?» solletica l’assessore Sebastian Cocco. Gli risponde un altro dipendente, Giancarlo Marcialis: «Vuol dire assicurare un futuro al territorio, visto che sulla cultura Nuoro ha investito la sua storia e, speriamo, il suo futuro. “Valenza regionale” significa che le risorse regionali arriveranno, se non quest’anno dall’anno prossimo, e saranno finalmente stabili». «Noi facciamo il tifo per il servizio che forniamo, noi difendiamo solo per il nostro lavoro, non stiamo né da una parte né dall’altra delle querelle politica». «Ora è fondamentale assicurare un contributo immediato che copra almeno un semestre – incalza Tonino Cugusu –, altrimenti partiranno le prime disdette, Telecom, Enel, impresa di pulizie... e allora dovremmo rivolgerci alla Procura perché così metterete a repentaglio un patrimonio che non è soltanto di Nuoro, non è soltanto di tutte le zone interne della Sardegna, ma dell’intera umanità». «Dobbiamo fare pressione insieme sulla Regione, noi e voi, dobbiamo essere compatti – è l’invito del sindaco Soddu ai dipendenti della Satta –. Come Comune potremmo anche fare una elargizione, una liberalità per salvare i posti di lavoro, ma resta il fatto che per me è offensivo che la Regione venga qui e ci prenda gli enti... se così voleva fare, doveva dare le risorse. Non vorrei che questa situazione si protragga per anni. Mi dispiacerebbe che un domani, chiunque amministri Nuoro venga tagliato fuori dalle scelte politiche».

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