La Nuova Sardegna

Nuoro

Rapina il Blue Fashion e poi chiede scusa: «Non ho un lavoro»

di Valeria Gianoglio
Rapina il Blue Fashion e poi chiede scusa: «Non ho un lavoro»

La polizia notifica l’obbligo di dimora a un giovane di Orosei È stato incastrato dalle telecamere e da una perquisizione

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NUORO. «Sono stato io, mi dispiace, l’ho fatto perché non avevo né soldi né lavoro»: due mesi dopo aver messo a segno la rapina al negozio Blue Fashion di via Istiritta, Stefano B., 28 anni di Orosei, confessa tutto davanti agli agenti della squadra mobile che gli chiedono conto di un passamontagna e di un coltello appena trovati tra un mobile e l’altro del suo appartamento. «Sono stato io, mi dispiace», ripete, mentre gli agenti della questura, al termine di un’indagine certosina, gli contestano le accuse formulate dalla Procura.

Le stesse accuse che in questi giorni, a poco più di un mesetto da quella perquisizione in casa di fine agosto, sono approdate in una misura cautelare disposta dal gip del tribunale di Nuoro, Claudio Cozzella, e richiesta dal sostituto procuratore Andrea Vacca. Considerando il fatto che fino al fatto contestato, il giovane Stefano fosse incesnurato, per lui, il gip ha disposto il solo “obbligo di dimora” a Orosei, e niente di più, in attesa che la giustizia prosegua comunque il suo corso e approdi a un processo.

La rapina della quale il disoccupato oroseino è finito sul registro degli indagati, risale allo scorso 14 maggio. Un sabato tranquillo solo in apparenza, al negozio al numero 9 di via Istiritta, visto che proprio quella sera, intorno alle 19, qualcuno decide di fargli visita con un passamontagna infilato sulla testa e un coltello stretto tra le mani. Alla povera commessa, davanti alla cassa, per poco non viene un colpo. «Dammi tutto l’incasso», le dice il rapinatore mascherato. E lei gli consegna 500 euro.

Le indagini si presentano, almeno all’inizio, non troppo facili: il rapinatore è mascherato, e riconoscerlo non è semplice. Ma gli agenti delle Volanti, intervenuti per primi sul luogo del colpo, e subito dopo i colleghi della squadra mobile, con pazienza e tenacia, sono riusciti a risolvere il caso. A dare loro manforte sono stati alcuni testimoni che hanno intravisto le fasi della fuga del rapinatore incappucciato e i filmati di alcuen telecamere presenti nei dintorni.

Ci sono voluti un paio di mesi per mettere insieme tutti i tasselli dell’indagine, ma alla fine gli sforzi della polizia sono stati premiati: il rapinatore è stato scovato e il gip ha disposto nei suoi confronti una misura cautelare, seppur lieve, considerato che ha una fedina penale pulita. «Sono stato io – ha ripetuto il giovane Stefano – avevo bisogno di soldi, non ho un lavoro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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