Il sociologo: «Non bollatelo come scherzo»
Oppo: «È importante che capiscano la lezione e che il gesto non venga giustificato come ragazzata»
NUORO. «È l’ennesima conferma, purtroppo: il gusto per le armi è troppo diffuso in Barbagia, e se a questo si aggiunge il gusto di emulare le immagini di violenza, di ragazzini che imbracciano i fucili, di notizie drammatiche che arrivano ogni giorno dai media, il cerchio è fatto». Sociologo, profondo conoscitore e studioso del mondo giovanile e delle sue deviazioni, punto di riferimento dell’osservatorio nazionale sul bullismo promosso dalla questura di Nuoro, Gianfranco Oppo non si stupisce, quando apprende dei due minorenni nuoresi denunciati per aver “giocato” a fare il tiro a segno con i passanti imbracciando un finto kalashnikov.
«In realtà il punto è proprio questo – precisa Oppo – quei ragazzini devono capire che non si tratta di un gioco, anzi a 16 e 17 anni ormai sono in un’età nella quale ne avrebbero già dovuto essere consapevoli da tempo. E adesso spero per loro che i genitori non qualifichino la cosa come una semplice ragazzata, perché non si tratta di gioco, di scherzo, ma quei pallini, seppur di gomma, avrebbero potuto fare molto male».
«Purtroppo – aggiunge Gianfranco Oppo – si sono accorti tardi, della gravità del gesto e del rischio che stavano correndo. Ora è importante che i genitori facciano loro capire in modo netto la lezione e non li giustifichino, come spesso accade». (v.g.)
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