Appello della Legacoop a Soddu: «Salviamo la biblioteca Satta»
Il presidente Totoni Satta: il tempo stringe. I lavoratori della cooperativa a casa dal 31 ottobre «Il sindaco e il presidente Pigliaru devono sedersi attorno a un tavolo e trovare una soluzione»
NUORO. «La biblioteca tra poche settimane rischia di chiudere, nell’indifferenza generale. Serve un sussulto di dignità, la Satta è un patrimonio culturale che va tutelato». Totoni Sanna, presidente provinciale della Legacoop, dà voce ai nove lavoratori della cooperativa “Servizi bibliotecari”, che hanno già ricevuto il preavviso di licenziamento. «Se in questi giorni il Consorzio non proroga l’appalto alla cooperativa, che scade il 31 ottobre, i 9 lavoratori perderanno il posto e la biblioteca sarà costretta a chiudere i battenti dal momento che i soci della coop garantiscono il servizio al pubblico, compreso il prestito dei libri». Una perdita immensa per la città: la Satta è infatti una biblioteca di pubblica lettura e nei suoi 70 anni di attività è diventata un punto di riferimento per studenti, ricercatori e amanti della lettura.
«Chiedo al sindaco Andrea Soddu e al presidente della Regione Francesco Pigliaru di sedersi attorno a un tavolo per trovare una soluzione, al più presto – si augura Totoni Sanna – Prima che sia troppo tardi».
La biblioteca Satta è al centro di un ingorgo istituzionale. Tutto ha origine nella legge regionale sul riordino degli enti locali che ha previsto l’ingresso della Regione nel Consorzio Satta, al posto del Comune e della Provincia di Nuoro che lo avevano fondato nel 1945. L’obiettivo era dare rilevanza regionale alla biblioteca assicurando così più risorse finanziarie. Il risultato, invece, è che ora la biblioteca rischia di chiudere, proprio per mancanza di fondi. Dopo l’esclusione dal Consorzio, infatti, il Comune si rifiuta di versare la quota: 300mila euro. La Provincia, dal canto suo, ha assicurato il suo finanziamento (165mila euro), ma solo sulla carta. Per il sindaco Andrea Soddu «è la Regione che deve mettere i soldi dal momento che il Comune è stato fatto fuori dal Consorzio». Per la Regione, invece, per deliberare il suo ingresso nel Consorzio è necessaria una delibera della Giunta regionale che ancora non è stata adottata. «Un pasticcio – sbotta Totoni Sanna – E a rimetterci saranno i lavoratori della cooperativa che dal 31 ottobre resteranno senza lavoro ». Eppure la soluzione ci sarebbe. «I costi del personale della cooperativa sono garantiti al 90% dalla Regione che, per il 2016, ha messo a disposizione del Consorzio quasi 260mila euro. E altrettanti ne ha stanziati per il 2017 e il 2018 – spiega Sanna– Il Consorzio deve garantire solo il restante 10%, circa 56mila euro. Ma le casse del Consorzio sono vuote. Il direttore Tonino Cugusi ha comunicato un mese fa che il Consorzio non ha le risorse né per bandire una nuova gara nè per proseguire i lavori con una proroga. Ma quei soldi qualcuno li deve mettere: o il Comune o la Regione. Altrimenti la città perderà la biblioteca».
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