Meana Sardo ripropone l’antico matrimonio
Domani cortili aperti ai visitatori. Golosità in mostra dal pani pintau al pani e saba Le cantine locali faranno conoscere le loro produzioni di rossi, rosati e bianchi
MEANA SARDO. I sentieri dei prodotti tipici passano per le Domos Antigas di Meana, che da stasera aprono i battenti.
Organizzata dal Comune, dalla pro loco in collaborazione con i sodalizi culturali e sportivi del paese, Domos antigas è inserita nel calendario di Autunno in Barbagia.
Ricchissimo il programma. Stasera si inizia con l’apertura del centro storico.
Domani dalle 10.00 si preparano pane e dolci in piazza. Da su “pani pintau” a su pani e saba, c’è tutta l’essenza della cultura del centro barbaricino, famoso per il suo nuraghe Noltza e i suoi vini rinomati.
Diverse le cantine operanti in paese, tra cui Fulghesu, Zedda e altri.
«Il discorso del vino – spiega l’avvocato Giovanni Satta, appassionato di viticoltura – è insito nella storia del paese. Ed è un elemento caratterizzante nell’economia locale e del territorio. Le produzioni, tra rossi, rosati e bianchi, rappresentano una nicchia interessante che merita di essere conosciuta».
Con riguardo invece alle attività di mezza mattina il pane verrà cotto nel tipico forno, mentre verso mezzogiorno si prepararerà su Succu, tipico piatto locale.
Imperdibili poi, la sistemazione del corredo della sposa e la preparazione de su pani ‘e Coia, il pane del matrimonio. Andava preparato il giorno prima dell’evento, con la partecipazione delle donne del paese. L’avvenimento, sarà accompagnato da canti e balli appartenenti all’antica tradizione popolare meanese. Gli spettacoli folk saranno assicurati dal gruppo filk, dai suonatori locali e dal coro Mediana che allieterà i turisti lungo gli itinerari.
«Abbiamo cercato di dare una immagine chiara e forte di quello che è il nostro patrimonio culturale – ha detto a proposito il sindaco di Meana Sardo Angelino Nocco – nella speranza che si comprenda l’importanza della tradizione e il lavoro che i nostri paesani mettono nell’allestire le domos e nella riproposizione degli antichi mestieri e nelle produzioni locali».
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