L’Asl riduce i laboratori: proteste nel territorio
Macomer, la Cgil si oppone alle nuove scelte sul ridimensionamento Il sindaco Antonio Succu: «Contrari a ogni accentramento punitivo»
MACOMER. La Asl accentra a Nuoro le analisi più complesse e nei laboratori di periferici è allarme (non del tutto ingiustificato) sul loro futuro. Preoccupazione che rischia di accendere una guerra tra poveri, soprattutto quando, come si legge in un comunicato della Cigl, si contrappone l’esigenza di un territorio, quello che gravita sull’ospedale di Sorgono, a quelladel Marghine (ma anche delle aree di altre provincie che fruiscono dei servizi del distretto sanitario di Macomer). Dove sono attivi anche servizi importanti in day hospital o a ciclo continuo, come la riabilitazione. La presa di posizione della Cgil Barbagia-Mandolisai nella quale, in riferimento al ridimensionamento dei laboratori di analisi periferici della Asl, si contrappone la situazione di Sorgono a quella di Macomer suscita perplessità tra le organizzazioni sindacali e tra i sindaci. C’è chi parla di «tentativo sbranarsi come cani affamati mentre altri prendono l’osso» e di guerra tra poveri e chi ricorda che nella struttura di Macomer operano servizi come oncologia in day hospital, riabilitazione con degenza a ciclo continuo, dialisi e diabetologia che richiedono prestazioni di laboratorio con risposte in tempo reale, ai quali presto si aggiungerà la Rsa dalla quale arriveranno altre richieste. A questo si somma il bacino d’utenza che va oltre il territorio, il saldo attivo tra costi e ricavi e il numero di prestazioni erogate. L’accentramento a Nuoro di analisi particolari, come i markers tumorali e i dosaggi tiroidei, però preoccupa. Antonio Succu, sindaco di Macomer e presidente della Conferenza socio sanitaria della Asl, dice che migliorare la qualità del servizio va bene, ma se dietro si nasconde il tentativo di centralizzare i laboratori, come prevedeva un decreto del 2007 (ancora in vigore) dell’assessore Dirindin, che era in carica nel 2007 con la Giunta Soru, il discorso cambia. «Il laboratorio analisi di Macomer ha da sempre un buon livello qualitativo – sostiene –, ma i controlli di qualità, specie sugli esami più sofisticati, hanno una maggior significatività sui grandi numeri. Dunque, se si tratta di migliorare la qualità delle prestazioni siamo d’accordo, ma se si tratta di un operazione rivolta a dare seguito al provvedimento Dirindin del 2007 di centralizzazione dei laboratori, non ci troverebbe d’accordo».
Ignazio Piras, presidente della Conferenza dei sindaci del distretto, spiega che il laboratorio ha sempre garantito un servizio di qualità dando risposte al territorio di riferimento, che va oltre i comuni del Marghine. «Una guerra tra poveri non serve a nessuno – dice –, il discorso è legato agli esami immunochimici che la Asl ha accentrato a Nuoro. Comunque non deve essere un sindacato locale a indicare il ruolo di Macomer, che da risposte al territorio ma risponde anche a bisogni interni della struttura sanitaria». (t.g.t.)
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