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Nuoro

Barricato in casa, convalidato l’arresto

Barricato in casa, convalidato l’arresto

Scena muta di Pietrino Fois davanti al gip Claudio Cozzella che ha confermato la custodia in carcere

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NUORO. Resta in carcere Pietrino Floris, l’uomo che sabato scorso ha prima minacciato con una pistola la moglie e il figlio e poi si è barricato nella cantina del suo palazzo, in via Istiritta, minacciando di far saltare in aria lo stabile con alcune bombole di gas.

Il gip Claudio Cozzella, ieri, all’esito dell’udienza di convalida, ha confermato la misura della custodia cautelare in carcere. Floris, assistito dai suoi avvocati, i legali Andrea e Federico Chessa, si è avvalso della facoltà di non rispondere. «Chiedo scusa ai miei familiari e a tutti i vicini per quanto è accaduto. Ho perso la testa, mi dispiace», ha detto, sconvolto, davanti al giudice per le indagini preliminari e al pm Tommaso Giovannetti. Le ipotesi di reato formulate nei suoi confronti sono violenza privata, minacce aggravate dall’uso dell’arma, resistenza e violenza a pubblico ufficiale e porto abusivo d’arma. Floris è in carcere da martedì pomeriggio. Dopo l’arresto, infatti, era stato ricoverato all’ospedale San Francesco per un principio di infarto, piantonato dagli agenti della Questura di Nuoro. Le sue condizioni sono lentamente migliorate e l’uomo due giorni fa è stato rinchiuso in una cella, a Badu ’e Carros.

A scatenare la sua follia potrebbe essere stato un mix micidiale di alcol e di medicinali che Floris era costretto a prendere per alcune patologie di cui soffriva da anni, ormai. Intanto la Scientifica sta ancora continuando i sopralluoghi all’interno dell’abitazione di via Istiritta, dove Floris, dopo una lite con la moglie e il figlio, ha sparato quattri colpi di pistola, e nella cantina dove poi si è rinchiuso continuando a sparare con la sua Beretta, regolarmente detenuta, almeno altri sei colpi.

Dalle nuove indagini è emerso che l’uomo, dopo aver litigato col figlio Michele e con la moglie, ha sparato quattro colpi, ma non tutti in aria, com’era emerso da una prima ricostruzione. Almeno un colpo, infatti, sarebbe stato sparato ad altezza d’uomo. Gli investigatori stanno anche cercando di capire se Floris, quando si è barricato in cantina, ha sparato con l’intenzione di colpire gli agenti di polizia e i carabinieri. Durante le trattative, infatti, andate avanti per oltre tre ore, l’uomo ha continuato a sparare. La Scientifica ha ritrovato nella cantina sei bossoli. Un colpo sarebbe stato sparato contro la serranda, gli altri tre, invece, verso la grata attraverso la quale i poliziotti e i colleghi cercavano di parlare con l’uomo per convincerlo ad arrendersi. Pietrino Floris voleva colpirli o solo spaventarli? ( g.z.)

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