Grossi: la Costituzione si può riformare
Il presidente della Consulta si rivolge agli studenti: «È legittimo purché restino immutati i princìpi della prima parte»
NUORO. Ama la letteratura, specialmente la poesia, il presidente della Corte costituzionale Paolo Grossi, e dimostra di conoscere a fondi gli autori sardi. «Avete la fortuna di vivere in una terra fertile di ingegno – ha detto rivolto agli studenti universitari che ha incontrato ieri mattina all’auditorium della Camera di Commercio –. Amo in particolare il romanzo scritto da un grande giurista, che ho letto due volte. Una diagnosi meravigliosa della Sardegna della seconda metà dell’800, un libro inserito a pieno titolo fra i capolavori della letteratura nazionale. È “Il giorno del giudizio” di Salvatore Satta». Subito dopo Grossi chiede se il giurista fosse parente «del grande poeta con lo stesso cognome», ed elogia l’opera di Grazia Deledda.
Il presidente della Consulta, fresco di nomina (dallo scorso febbraio), strappa applausi a scena aperta all’incontro con gli studenti promosso dal Consorzio universitario. Paolo Grossi è in città per un seminario sulle terre civiche, il suo cavallo di battaglia nella lunga carriera di docente universitario, ma ovviamente a due mesi dal referendum sulla modifica della Costituzione le attenzioni del pubblico sono puntate su questo argomento, e sull’autorevole giudizio di chi siede a capo dell’organo chiamato a vigilare sulla sua applicazione. «La Corte costituzionale è un organo centrale dell’ordinamento dello Stato – dice rivolto agli studenti –, il cui compito essenziale è far sì che vengano rispettati i 139 articoli della Costituzione». Ma è giusto modificare la Carta frutto dell’opera dei padri costituenti? «Ho enorme ammirazione per i princìpi che contiene, ma è giusto che la si possa e la si debba riformare, se qualcosa si è usurato nel tempo... Mi riferisco ovviamente alla seconda parte della Costituzione (che stabilisce l’ordinamento dello Stato, ndr) e non alla prima, che fissa i princìpi fondamentali per la vita e la protezione dei cittadini, e lo fa in modo eccellente, perché è stata scritta non sulla base di un modello astratto ma pensando a un cittadino concreto. Non è un mero catalogo di diritti ma un breviario del cittadino, del povero come del ricco, del colto come dell’ignorante». Qual è il ruolo della Corte costituzionale in questo contesto? «È il giudice delle leggi. La Corte costituzionale non giudica gli uomini ma è allo stesso tempo l’organo di garanzia di ciascuno».
Efficace, durante la presentazione dell’incontro, l’esempio del suo funzionamento da parte del sindaco Andrea Soddu per aiutare gli studenti a comprenderne l’importanza sulla vita reale. «In un suo recente pronunciamento – ha detto Soddu – la corte presieduta da Grossi ha stabilito che i soldi via via sottratti dallo Stato alle province nel cammino di ridisegno degli enti locali debbano comunque essere riversati agli enti del territorio per garantire servizi altrimenti privi di fondi, quali strade, biblioteche e scuole». (p.me.)
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