Jerzu, il parroco dice messa nella cantina sociale
Oggi 16 ottobre la cerimonia religiosa di ringraziamento ad “Antichi Poderi”. Il vino Josto Miglior è stato premiato con i “5 grappoli” della Guida Bibenda
JERZU. Il parroco don Michele Loi celebra la santa messa nella cantina simbolo del paese. Una messa di ringraziamento al termine della vendemmia, stamattina alle 10.30, nella cantina sociale Antichi Poderi, la stessa che la prossima settimana ospiterà un’équipe di dodici giornalisti internazionali. C’è anche lo Josto Miglior, infatti, punta di diamante della Antichi Poderi di Jerzu, nell’olimpo dei vini italiani d’eccellenza. L’ennesimo, prestigioso riconoscimento è arrivato con i “5 grappoli” della Guida Bibenda, che ospita al suo interno il meglio dei vini di qualità. Non poteva giungere notizia migliore per chiudere una stagione che, ancora una volta, conferma l’elevato valore delle etichette made in Jerzu, capaci di raccontare, fra sentori e colori, storia ed emozione legati al territorio.
«Una vendemmia, quella appena conclusa, – ha commentato il presidente della cantina sociale, Marcello Usala – che si attesta sui livelli quantitativi standard, facendo registrare un 20% in meno rispetto allo scorso anno, che però era stato straordinario, ma la qualità fenolica è davvero molto buona. Questo grazie anche allo studio e al monitoraggio dei tecnici dell’azienda e di quelli di Laore, con i quali già da diversi anni è in atto una proficua collaborazione rivelatasi sempre più preziosa nel corso del tempo».
Circa 40mila i quintali conferiti nell’Antichi Poderi dai 430 soci, per una superficie vitata di circa 600 ettari che abbraccia anche altri Comuni. Un livello qualità che rilancia la cantina sociale nel panorama nazionale e internazionale: «I progressi tecnologici messi in atto negli ultimi anni – ha proseguito Usala – a partire da vinificatori di ultima generazione che lavorano nel totale rispetto delle normative ambientali, congiuntamente all’attenzione, alla grande dedizione e al forte attaccamento dei soci, hanno contribuito a rendere forte l’azienda nel settore commercializzazione e sempre più presente sui mercati esteri, grazie all’ottenimento delle certificazioni internazionali Brs e Ifc».
Il futuro? Fare sistema: «Sono convinto del ruolo strategico che il Consorzio regionale del Cannonau può avere per valorizzare questo vitigno e non solo – ha sottolineato Usala, che del Consorzio è il presidente – superando qualunque parcellizzazione delle aree e raccogliere il giusto apprezzamento del nostro prodotto».
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