La Nuova Sardegna

Nuoro

Inceneritore, guerra giudiziaria

di Tito Giuseppe Tola
Inceneritore, guerra giudiziaria

Macomer, la parola passa al Consiglio di Stato. Il Comitato Non bruciamoci il futuro annuncia battaglia

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MACOMER. Il 20 ottobre il Consiglio di Stato deciderà sulla richiesta di sospendere gli effetti della sentenza del Tar che ha annullato la procedura autorizzativa del progetto per la realizzazione del nuovo inceneritore di Tossilo e il comitato “Non bruciamoci il futuro” con l’associazione “Zero waste Sardegna” si preparato a resistere anche di fronte ai giudici amministrativi di seconda istanza, ma per farlo servono soldi.

Le spese legali È per questo che hanno aperto una sottoscrizione invitando quanti hanno a cuore la salute e l’ambiente nei territori sui quali ricadono le emissioni prodotte dall’inceneritore a contribuire alle spese alle quali il comitato e l’associazione andranno incontro. Anche i costi del giudizio dei fronte al Tar, che si concluse con una sentenza che accolse le ragioni degli ambientalisti, che spese furono sostenute con una sottoscrizione alla quale aderirono numerosi cittadini.

Appello dei comitati. Ora serve un ulteriore sforzo da parte di tutti per evitare che il lavoro e l’impegno di questi anni non siano dispersi. «Occorre il sostegno di tutti i cittadini per resistere ai ricorsi e poter chiudere una brutta pagina della politica locale e regionale sulla gestione dei rifiuti – scrivono in un comunicato le due associazioni –. Per questo motivo chiediamo il vostro contributo». Invitano quindi a fare i versamenti a Comitato non bruciamoci il futuro codice Iban: IT14J0306967684510728723439 presso Gruppo Intesa San Paolo specificando nella casuale: “Contributo spese avverso ricorsi appello Consiglio di Stato su sentenza Tar Sardegna inceneritore Tossilo”.

Soluzioni alternative. I comitati ritengono che si debba superare l’incenerimento percorrendo altre strade, a partire dal recupero totale di ciò che può essere avviato a riciclo come materia prima secondaria. «Dobbiamo far valere le nostre motivazioni dinnanzi al Consiglio di Stato così come abbiamo fatto precedentemente rivolgendoci al Tar – scrivono Nbf e ero Waste –, anche per continuare a reclamare soluzioni alternative all’incenerimento dei rifiuti, peraltro già esistenti, e per rivendicare il diritto dei cittadini a opporsi a progetti che incidono sulla loro salute, sulla salubrità del territorio e sullo sviluppo».

Progetto superato. Spiegano quindi che il Consorzio industriale e la Regione hanno impugnato la sentenza del Tar promuovendo un ricorso al Consiglio di Stato. «Ci aspettavamo questo passaggio – si legge nel comunicato –, ma nonostante ciò, ci stupisce ancora la posizione della giunta regionale che difende a oltranza un progetto sbagliato, costoso, antieconomico e inquinante, in contrasto anche con l’ordine del giorno del Consiglio regionale votato a maggioranza il 13 maggio 2015».

Lavori iniziati. A metà luglio una sentenza del Tar Sardegna, al quale si erano i dei comitati e l’Unione dei comuni della Barbagia, aveva annullato la procedura autorizzativa del progetto di revamping dell’impianto di Tossilo. I lavori erano stati appaltati nel 2014 e consegnati nel mese di giugno di quest’anno all’associazione temporanea di imprese che fa capo alla società Area Impianti di Albignasego in provincia di Padova, che si era aggiudicata la gara bandita due anni fa. Il cantiere è stato già avviato. Il progetto era stato affidato col sistema dell’appalto-concorso.

Il dramma dei lavoratori. Mentre il progetto per la realizzazione del nuovo inceneritore è congelato dalla sentenza del Tar, cresce fra i dipendenti della Tossilo la preoccupazione per il loro futuro. Attualmente sono in contratto di solidarietà. Si teme che a dicembre scatti la cassa integrazione e che l’impianto resti fermo per lunghissimo tempo senza certezze.

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