«Nuova perizia anche sul Dna»
I legali: il professor Giardina ha trovato probabili legami familiari
SASSARI. Una nuova perizia medico-legale per capire dove, nel garage, sia stata colpita Dina Dore, e quale strumento sia stato utilizzato, una perizia sulle tracce di sangue trovate nel garage di via Sant’Antioco per spiegare bene la dinamica dell’omicidio, una perizia collegiale che faccia chiarezza sulla questione Dna: ci sono anche queste, tra le richieste che i difensori di Francesco Rocca, Mario Lai e Angelo Manconi, presentano alla corte d’assise d’appello di Sassari. «Queste perizie – spiega l’avvocato Lai – e in particolare quella sul Dna, sono importanti per escludere i tanti dubbi rimasti su questa vicenda. Quanto al Dna, il nostro consulente, il professor Emiliano Giardina, che è un genetista di fama europea, mentre Ernesto D’Aloja, il perito della corte di primo grado, invece, era un medico legale, ebbene il professor Giardina, ha stabilito che all’88 per cento, il soggetto che ha lasciato una traccia mista sul nastro adesivo che avvolgeva Dina Dore, è cugino di Antonio Lai, padre del superteste Stefano. Parla di probabilità, certo, non di sicurezza, ma in ogni caso questo dato deve essere approfondito».
Per questo, dunque, il legale sollecita la corte: «Chiamate voi, allora, un collegio di consulenti. Non privatevi della possibilità di formulare un giudizio solo dopo aver esperito tutto quello che era in vostro potere». «Questa perizia collegiale – continua il penalista nuorese – dovrà stabilire anche se su una delle tracce miste lasciate sul nastro adesivo, quella traccia che secondo il professor Giardina si può utilizzare, c’è il Dna di “Ignoto 1”. Questa sarebbe un ulteriore prova del fatto che quel 26 marzo del 2008, dentro il garage, vi sia stata una sola persona, un solo killer. Che evidentemente non era Pierpaolo Contu perché il Dna non era il suo».
«Nel momento in cui viene formulata l’imputazione si pensa che il killer sia stato Pierpaolo Contu con almeno un altro soggetto – spiega ancora l’avvocato Lai – Perché? Perché ai primi di dicembre del 2012, l’analisi del Dna aveva dato esito negativo per Contu: non era sua la traccia trovata sul nastro adesivo. Quindi, in qualche modo, gli inquirenti dovevano giustificare questo dato: così introducono la formula “con almeno un altro soggetto”». (v.g.)
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