La Nuova Sardegna

Nuoro

Maiali infetti a Macomer rivolta contro la Regione

di Pietro Marongiu
Maiali infetti a Macomer rivolta contro la Regione

L’assessore comunale Lai sul caso delle carcasse smaltite a Sant’Antonio «Un’azione illegale e scandalosa. Ora pretendiamo una risposta da Pigliaru»

3 MINUTI DI LETTURA





MACOMER. Dopo il sindaco Antonio Succu, sulla vicenda delle 76 carcasse dei suini affetti da peste suina africana provenienti da Desulo e infossate nel terreno demaniale nell’area del monte sant’Antonio, interviene anche l’assessore comunale all’ambiente Giovanni Lai. «Personalmente ritengo l’azione della Regione estremamente grave, se non addirittura illegale – ha detto Lai –. Un’azione condotta nel silenzio più totale, della quale l’amministrazione comunale non è stata messa a conoscenza».

L’area di Macomer nella cartina regionale che indica le località in cui si sono sviluppati i focolai della peste suina africana è considerata zona bianca, cioè: nessun caso registrato. Nel Marghine il problema ha coinvolto Bortigali e Lei, non il territorio di Macomer, dove gli allevatori rispettano le norme e i capi sono censiti. È furente l’assessore Giovanni Lai. «Mi chiedo come sia stato possibile trasportare da Desulo fin qui carcasse di animali infetti a bordo di camion, attraversando paesi senza pensare che si potevano creare le condizioni per la diffusione della malattia. Se l’avesse fatto un privato, cosa sarebbe accaduto? Quello che hanno fatto – puntualizza Lai – è semplicemente scandaloso. Adesso attendiamo la risposta del presidente Pigliaru alla lettera che gli ha inviato il sindaco, poi agiremo di conseguenza». Ma per la Regione è tutto regolare: le carcasse sono state smaltite nel rispetto delle norme. Quindi è tutto a posto. Le rassicurazioni però non tranquillizzano nessuno, primi fra tutti gli allevatori locali, ai quali sembra incredibile che provvedimenti così gravi e importanti vengano presi sulla loro pelle, senza che nessuno si senta in dovere di informare il sindaco, che ha anche responsabilità dirette in materia di salute pubblica. Intorno al provvedimento della Regione, che ha ordinato all’agenzia Forestas di provvedere al trasporto e all’infossamento delle carcasse dei maiali infetti a sant’Antonio, silenzio totale. Ad accorgersi di quanto avveniva nell’agro di Macomer il consigliere Comunale di minoranza Federico Castori, che ha pubblicato l’ordinanza nella sua pagina facebook. Battista Cualbu, presidente regionale della Coldiretti, sulla polemica non vuole entrate. «Anche perché non conosco la vicenda nei dettagli – dice –. Tuttavia ritengo che fosse doveroso quantomeno informare il sindaco di quanto stava avvenendo nel suo territorio».

Secondo Cualbu il problema peste suina allo stato attuale, anche se non si può definire risolto, è meno incisivo rispetto a qualche anno fa. Recentemente alcuni rappresentanti della Commissione europea, un team di veterinari, dopo aver effettuato un sopralluogo nel territorio di Nulvi, relativamente al problema peste suina africana, si è definita: “moderatamente ottimista”. «Moderatamente ottimista – dice Battista Cualbu – non significa nulla. Il problema c’è o non c’è. Noi abbiamo chiesto un corridoio sanitario per dare un segnale positivo all’esterno. Ma loro si sono tenuti cauti. Mentre riteniamo positivo – spiega Cualbu – l’approccio della Regione, che ha scelto di premiare gli allevatori che rispettano le regole sul benessere animale e relativamente alla biosicurezza pagando un tanto a capo. Una novità importante rispetto agli interventi mirati a indennizzare le aziende che avevano capi infetti che dovevano essere abbattuti».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative