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Nuoro

Lula, un incontro in Comune per dire «No alla violenza»

di Bernardo Asproni
Lula, un incontro in Comune per dire «No alla violenza»

Dopo l’ultimo omicidio il sindaco invita il paese al confronto Appuntamento lunedì, alle 18, nella sala del municipio

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LULA. C’è sconcerto a Lula dopo l’omicidio di Giovanni Calia, ucciso domenica scorsa nel suo ovile, all’ingresso del paese, con una fucilata alla testa. L’allevatore era uscito dal carcere di Badu ’e Carros cinque anni fa, dopo aver scontato 18 anni di carcere per il sequestro dell’imprenditore nuorese Luigino Devoto, rapito in una barberia nel maggio del 1985. Giovanni Calia faceva parte della banda dei sequestratori capeggiata dall’ex primula sarda Annino Mele, il mamoiadino che sta ancora scontando la pena.

L’omicidio di domenica scorsa è arrivato inaspettato. L’ultimo delitto risale a gennaio scorso quando era stato ucciso da un vicino di casa l’ex cantoniere Antonio Longu. Il caso, che era stato risolto nel giro di pochi giorni con l’individuazione del presunto colpevole (poi deceduto in carcere), ha lasciato il segno in paese. Una comunità, quella di Lula, che è sempre stata animata da un civile confronto, tanto da essere definita, nel passato, un laboratorio politico. Basti pensare agli inizi degli anni 70 al problema del Sologo contro l’insediamento della Sir di Rovelli e, agli inizi degli anni 80, alla fiera opposizione al taglio indiscriminato della legna sul Montalbo. Lotte di civiltà, di partecipazione sentita della comunità, di confronto dialettico. La comunità deve ritrovare ora quell’identità che col passare degli anni si è affievolita. Per questo l’amministrazione comunale ha convocato per lunedì, alle 18, in municipio, una riunione straordinaria aperta a tutti.

«Dopo una lunga serie di gravi fatti di sangue avvenuti nella nostra comunità, che stanno mettendo a dura prova la serenità e il quiete vivere della popolazione, ci appare urgente promuovere una riflessione generale per cercare di capire, o almeno lenire in parte, il nostro profondo malessere», recita l’ordine del giorno firmato dal sindaco Mario Calia. Quello del primo cittadino è un vero e proprio appello alla comunità. «Dobbiamo reagire tutti insieme affinché questa comunità ritrovi la giusta via che l’ha sempre distinta in passato».

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