Università della terza età, l’appello dei fondatori
«Ci serve una nuova sede, perché non abbiamo nemmeno il riscaldamento» «E la Regione deve sbloccare i fondi destinati alle associazioni come la nostra»
NUORO. «Non abbiamo riscaldamento, riusciamo a malapena a pagare l’affitto grazie ai contributi dei soci, ma è ora che la Regione e la Provincia ci destinino finalmente i fondi che ci spettano per legge, perché con quei finanziamenti potremmo finalmente programmare i nostri corsi e progetti con più serenità. E chiediamo anche se è possibile avere una sede più adeguata alle nostre esigenze, riscaldata e meno decentrata». È un appello pieno di speranza, quello che lancia Maria Ausilia Fadda, fondatrice, insieme a un gruppo di amici volenterosi, della sezione nuorese dell’università della terza età. Da domani comincia il nuovo anno di iniziative promosse dall’associazione ma, come succede ormai da diverso tempo a questa parte, a ogni avvio di stagione si presentano un discreto numero di problemi.
Il problema numero 1, spiega Maria Ausilia Fadda, è quello legato ai fondi. Passati i bei tempi nei quali una legge regionale finanziava gli atenei della terza età con un fondo ad hoc, le prime difficoltà, per le associazioni degli anziani, cominciano quando la competenza per la loro gestione passa dalla Regione alle Province. E il pasticcio nasce soprattutto perché i fondi destinati all’associazione finiscono all’interno di un calderone comune. Da allora, spiega Maria Ausilia Fadda, nessuna delle università sarde della terza età ha visto più nemmeno un solo centesimo. Per questo, i vari gruppi dell’isola si sono incontrati anche di recente: vogliono promuovere una battaglia che spinga la Regione e le Province ad assegnare loro i fondi dovuti. Ne hanno scritto anche in una lettera inviata all’assessore regionale competente, Claudia Firino. Alla rappresentante della Regione, il coordinamento dell’università sarde della terza età, chiede un incontro «anche per avere concrete rassicurazioni che quanto prima venga riattivato il flusso dei contributi che prevede la legge regionale 12 del ’92, condizione indispensabile non solo per lo sviluppo di questa associazioni ma, in diversi casi e ora più che mai, per la loro stessa sopravvivenza».
«La situazione dell’università della terza età di Nuoro – aggiunge Maria Ausilia Fadda – è più grave di quelle del resto dell’isola, perché noi non abbiamo una sede nostra, e quella che ci è stata data dal Comune in affitto per varie ragioni non va bene. Speriamo di poterne avere un’altra».
Eppure, nonostante i problemi di fondi e quelli logistici, da domani l’ateneo nuorese della terza età riparte con il nuovo anno e con l’organizzazione di diversi corsi. Più saranno i nuovi iscritti, più iniziative sarà in grado di promuovere. Le iscrizioni si possono fare nella sede di via Collodi numero 3, zona Badu ’e Carros, dal lunedì al giovedì, dalle 10 alle 12. Numeri di telefono: 0784/231235, o 3395779867.
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