La Nuova Sardegna

Nuoro

La proposta di Saiu: consiglio comunale nella biblioteca Satta

Nuova provocazione dai banchi della minoranza «Non possiamo permettere che sia Cagliari a decidere»

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NUORO. «Satta, convochiamo il consiglio e facciamolo in biblioteca». È la proposta del consigliere comunale di opposizione Pierluigi Saiu (Uniti per Nuoro). Che cita: «Allo stato (...) non posso procedere nei termini previsti dal regolamento con la fissazione del Consiglio comunale». «È questa la formula scelta dal presidente del consiglio – attacca Saiu – per comunicare ai consiglieri che la seduta dedicata alla biblioteca Satta non potrà tenersi a causa dell’indisponibilità a partecipare del commissario del Consorzio e per via della mancata risposta dell’assessore regionale alla Cultura».

«Che fare quindi? Rinunciare al dibattito? Nascondersi? Chinare la testa? Sono fermamente convinto – sottolinea il consigliere di minoranza – che serva uno scatto di orgoglio da parte dell’assemblea cittadina che deve uscire dal torpore con cui assiste, come uno spettatore qualsiasi, alla delicatissima partita che si sta giocando intorno alla biblioteca Satta. Stiamo parlando di un servizio fondamentale per la nostra comunità. Una di quelle cose che fa di Nuoro un capoluogo».

«Il consiglio comunale non può stare a guardare. Non può permettere che di questa vicenda si discuta solo nelle stanze cagliaritane senza che nessuno ne sappia niente. Per questa ragione scriverò al presidente del consiglio chiedendo di convocare ugualmente la seduta sulla Satta e di farlo nell’auditorium della biblioteca. Chiederò che vengano lasciate libere le sedie sia per il commissario che per l’assessore e se il consiglio comunale dovrà tenersi con quelle sedie vuote trarremo le nostre conclusioni. Il commissario ha rappresentato un’indisponibilità legata a ragioni di natura personale che ritengo fondate. È giusto però che il consiglio si tenga lo stesso. È giusto che i rappresentanti eletti da questa comunità ne discutano. E credo sia giusto che partecipino anche i cittadini». «Ecco perché chiedo che la seduta si svolga in biblioteca. Insieme ai dipendenti il cui futuro è ancora incerto. Insieme ai cittadini che vorranno partecipare. Dobbiamo essere uniti ma l’unità può aversi solo se c’è chiarezza. Solo se si avrà il coraggio di parlare e di dire le cose come stanno. Non credo che il consiglio comunale di questa città possa solo stare a guardare. Non è una questione regolamentare. I cavilli non possono essere alibi per giustificare una fuga dalle proprie responsabilità. La questione è questa: il consiglio comunale vuole discutere oppure no? I consiglieri comunali vogliono assumersi la responsabilità di partecipare e di contribuire a trovare una soluzione? Vogliamo che il dibattito sia pubblico oppure no?».

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