Il Movimento poliziotti: «Servono uomini e mezzi»
NUORO. Il “Movimento poliziotti democratici e riformisti” esprime preoccupazione per la situazione che si è venuta a creare non solo nel Nuorese ma in tutta l’isola a causa della forte ondata di...
NUORO. Il “Movimento poliziotti democratici e riformisti” esprime preoccupazione per la situazione che si è venuta a creare non solo nel Nuorese ma in tutta l’isola a causa della forte ondata di immigrazione. «La situazione – si legge in una nota firmata dal segretario provinciale Paolo Giummo – ha raggiunto livelli di insicurezza tali da causare seri problemi all’ordine e alla sicurezza pubblica». Nel 2016 gli arrivi in Sardegna sono aumentati rispetto all’anno precedente del 15 per cento. «L’accoglienza in piccole realtà locali sta diventando sempre più difficile, in particolare nelle piccole realtà locali. Per questo il movimento dei poliziotti – si legge nella nota – lancia un grido d’allarme nella speranza che non venga sottovalutato, in considerazione del fatto che il continuo flusso migratorio non farà altro che trasformare le città sarde, aggiungendo agli attuali poveri nuovi poveri». Secondo il movimento «questo potrebbe incidere sulla manovalanza della criminalità organizzata incrementando non solo furti, rapine, scippi ma anche crimini come lo spaccio e la prostituzione e il racket» . “Problematiche – aggiunge la nota – che questa segreteria provinciale non vuole assolutamente minimizzare o sottovalutare, contestando a voce alta la continua diminuzione di mezzi e di uomini delle forze dell’ordine. C’è un continuo depotenziamento a causa di scelte che stanno incidendo sulla sicurezza della popolazione sarda con la chiusura di importanti presidi di polizia e carabinieri considerata la vastità del territorio». «La segreteria provinciale del movimento – conclude la nota –, unitamente alla segreteria nazionale, chiede pertanto al Governo di scongiurare ulteriori tagli per la Regione Sardegna e chiede una inversione di tendenza con l’incremento delle risorse di uomini e mezzi da destinare in Sardegna. Auspichiamo inoltre la rivalutazione di alcune decisioni sulla chiusura di alcuni presidi che potrebbero tornare ad essere nuovamente di strategica importanza per tutta la popolazione, sia sul piano della sicurezza che del controllo del territorio». (p.r.)
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