La Nuova Sardegna

Nuoro

Caccia al cinghiale, tutte le prescrizioni contro la peste suina

Formazione obbligatoria per i membri delle compagnie In vigore norme severe per evitare il diffondersi del morbo

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NUORO. La formazione per i cacciatori al cinghiale, in regola con la presentazione della domanda di censimento, prosegue in diversi territori dell’Isola con i corsi organizzati dall’Agenzia regionale Laore Sardegna. A oggi sono stati già formati oltre 4mila soggetti (tra cacciatori referenti delle compagnie di caccia e sostituti di referenti, titolari di aziende agrituristico-venatorie, zona addestramento cani, allevamenti di cinghiali a scopo di studio o ripopolamento e presidenti delle zone in concessione per l’esercizio della caccia autogestita). Tutti questi soggetti, secondo le disposizioni contenute nel provvedimento dell’Unità di Progetto per l’eradicazione della Peste suina africana, hanno l’obbligo della formazione.

Aree non infette da Psa. Nei macroareali non infetti da Psa (classificati come zone bianche), per la stagione di caccia al cinghiale 2016/2017, i cacciatori avevano l’obbligo di censirsi e comunicare una serie di dati entro il 7 ottobre ai Servizi veterinari della ASL e alla Stazione forestale e di Vigilanza ambientale competenti per territorio: il nominativo del cacciatore referente e un suo sostituto per l’esercizio della caccia al cinghiale; l’indirizzo e la località e, qualora di difficile individuazione attraverso le coordinate Gps, del luogo nel quale vengono raccolti i cinghiali abbattuti per essere eviscerati, sezionati e/o stoccati. Tali luoghi non potranno assolutamente essere situati presso aziende suinicole.

Nella stagione venatoria 2016-2017, tutti i cacciatori, allo scopo di garantire una mappatura puntuale sulla presenza della Psa nel selvatico, hanno l’obbligo di conferire alla Asl referente per territorio i prelievi di un campione di diaframma su tutti i cinghiali abbattuti al fine della ricerca della Trichinella e un campione di sangue su almeno 59 cinghiali abbattuti per macroareale, da sottoporre a esame sierologico per la Psa. I servizi veterinari sono quindi incaricati di comunicare l’avvenuto raggiungimento del numero dei campioni ai cacciatori referenti.

Aree infette da Psa.Nei macroareali infetti da Psa nel selvatico (classificati come zone rosse) vige il divieto di caccia al cinghiale. In deroga a tale prescrizione, per la stagione 2016-2017, il responsabile dell’Unita di progetto Alessandro De Martini ha autorizzato i cacciatori comunque organizzati, che ne hanno fatto richiesta entro lo scorso 15 luglio, a esercitare la caccia al cinghiale purché sia nominato un cacciatore referente e un suo sostituto, che garantisca il rispetto delle prescrizioni sanitarie e gestionali predisposte dall’UdP e già riportate nelle indicazioni per i macroareali indenni dalla presenza della Psa.

Nelle zone rosse i cacciatori hanno sempre l’obbligo di conferire alla Asl, competente per territorio, un campione di diaframma per la ricerca della Trichinella, un campione di sangue e uno di milza per la ricerca virologica della PSA su tutti i cinghiali abbattuti. Il cacciatore referente deve garantire la custodia, sino all’esito delle analisi, delle carcasse dei cinghiali abbattuti e delle altre parti che siano state già distrutte con metodi in grado di disattivare il virus. Inoltre, le mezzene dei cinghiali abbattuti non possono essere sezionate fino all’arrivo dell’esito degli esami sierologici. Le mezzene devono quindi essere appositamente contrassegnate con marche auricolari inamovibili.

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