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Celentano a processo, nuovi testi in aula

Celentano a processo, nuovi testi in aula

Un siniscolese: «Ho firmato anche io, non lo avevo detto prima perché avevo paura, mi scuso»

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NUORO. «Rocco Celentano le ha mai chiesto di apporre firme relative a una lista per una candidatura per le elezioni provinciali?», chiede il pm Manuela Porcu. «Lui no – risponde il teste Giovanni Piredda, di Siniscola – me lo chiese un barista di Siniscola. Mi disse di mettere una firma, io la misi ma all’inizio ero convinto che fosse per una tessera». «Questa firma è sua?», chiede ancora il pm. «Sì», risponde il testimone. «E perché a suo tempo disse che non era la sua firma?», insiste la pubblica accusa. «Perché ho avuto paura – risponde Piredda – avevo avuto problemi con la legge. Ma quella firma è mia, è la mia».

Con l’audizione di alcuni testi comuni sia alla lista del pm, sia a quella della difesa, è entrato nel vivo ieri mattina il processo che vede l’ex sindaco di Siniscola ed ex assessore provinciale all’Ambiente, Rocco Celentano, a giudizio con l’accusa di aver autenticato, sui moduli di sottoscrizione della lista socialista per le elezioni provinciali, una firma falsa. Correva la primavera del 2010. A far partire l’inchiesta era stato un esposto presentato in Procura a Nuoro da Carmen Riviera una donna originaria di Piacenza ma residente da tempo a Siniscola. La donna, che si è costituita parte civile con l’avvocato David Piredda, aveva denunciato alla Procura che la sua firma era stata falsificata ed era stata inserita in una lista di candidati del partito socialista. E ad autenticare anche quella firma era stato proprio Rocco Celentano. Carmen Riviera si era accorta che qualcosa non andava quando aveva sottoscritto la lista del Pdl ma le era stato detto che la sua firma non era valida perché era stata apposta tre giorni prima in un’altra lista dello schieramento opposto: quella del partito socialista. E così era scoppiato il caso.

Ieri, dunque, davanti al giudice monocratico, Mariano Arca, sono stati sentiti altri due testimoni della lista del pm Manuela Porcu, e uno dei due era in comune con la lista della difesa di Celentano, rappresentata dall’avvocato Basilio Brodu. «Quella firma è mia – ha ripetuto il teste Giuseppe Piredda – a suo tempo dissi che non era mia solo perché ho avuto paura. Sono venuto qui, tante volte, per poterlo dire e per scusarmi con Celentano». Oltre a Piredda ieri è stato sentito anche il teste Giuseppe Ogno.- «Ho firmato anche io quelle liste – ha detto – ma non ricordo quando». (v.g.)

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