La Nuova Sardegna

Nuoro

Dorgali, tutto pronto per la tradizione di “Su pedi coccone”

di Nino Muggianu

Da questa mattina le strade saranno invase dai bambini Zaino in spalla, andranno di porta in porta a chiedere doni

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DORGALI. Tutto è pronto per l’edizione 2016 di «Su pedi coccone» in programma oggi, due novembre. «Per l’occasione – comunica la sindaca Marai Itria Fancello – abbiamo predisposto la chiusura del traffico per la mattina del 2 novembre, per consentire a tutti i bambini di poter riempire i loro zainetti in sicurezza. Ovviamente – aggiunge il primo cittadino – confidiamo nel buon senso di tutti per rispettare questo momento dedicato ai più piccoli». Come di consueto, molti dei bambini la notte non dormono col pensiero della speciale festa a loro dedicata anche se fino a qualche decina di anni fa anche i ragazzi più grandi facevano il giro delle case. Lo faceva sicuramente il necroforo del paese che girava, non appena si faceva buio, con la grande bisaccia in spalle, di casa in casa a “pedire po sas animas”. I bambini di buon mattino cominciano a tirare fuori dalle cantine i vecchi pischeddos (cestini di canne) rimasti per un anno inutilizzati. Fuori anche i più capienti e moderni zainetti da riempire di dolci, frutta, giochini, Cd, perché a fine giornata si raccoglie veramente di tutto. Ma, rigorosamente nel nome delle “animas”.

Così a grandi passi, con l’estate appena conclusa, è arrivata la ricorrenza di Ognissanti e la commemorazione dei defunti che tra le altre cose a Dorgali vede rispolverata la tradizione di “Su pedi coccone”. Un appuntamento imperdibile per tutti i bambini e i ragazzini del paese che attendono con trepidazione il momento. Una mattinata in cui un piccolo esercito festoso si impadronisce del paese alla caccia del regalo più bello, in giro per le case. Un’ottima occasione anche per scoprire gli angoli nascosti del centro storico dove ci si passa raramente. I bambini, come sempre da generazioni, si organizzano in gruppi separati, ma uniti da un solo slogan, magari detto in coro quando ci si presenta sull’uscio di una casa: «Zi, a milu dais su pedi coccone?». Se la risposta della padrona di casa è: «Ch’este dau» (è finito), la regola non scritta prevede la prosecuzione, in coro, della filastrocca che a questo punto non va molto per il sottile: «Su c..u marteddau e postu in sa urredda e fattu a chisinedda». Che in pratica sarebbe una punizione esemplare per la padrona di casa, colpevole di aver dato tutto agli altri bambini o, ancora peggio, di non avere preparato una giusta quantità di «doni» che bastasse per tutti.

Regali che un tempo, nemmeno troppo lontano, erano fatti solo di fichi secchi, mandorle, melograna, papassinos, noci e castagne. Oggi invece, nelle buste di plastica finiscono cd, gomme da masticare, dolci per tutti i gusti, tradizionali e non.

E come se non bastasse di recente è arrivata anche la festa di Halloween. Lunedì notte a Dorgali, in una apposita sala da ballo, tantissimi giovani del paese si sono divertiti all'insegna della festa dalle origini celtiche che ha ormai conquistato buona parte dei paesi europei, anche se, in realtà le zucche scolpite con tanto di lume all’interno, fino a 50 anni fa erano una tradizione in molti paesi dell'Ogliastra.

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