La Nuova Sardegna

Nuoro

Dal lascito di Sulas aiuti per 30 studenti

di Paolo Merlini
Dal lascito di Sulas aiuti per 30 studenti

In appena quattro anni di attività la fondazione intitolata all'artista ha assegnato borse di studio, perfezionamento e ricerca per 150mila euro a giovani della provincia di Nuoro

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NUORO. Pittore, architetto, designer, arredatore. Giovanni Antonio Sulas (1911-2008) è tra le figure più interessanti nella scena artistica del Novecento sardo, e ha segnato come pochi la vita culturale della sua città, Nuoro, che non ha mai voluto lasciare. Un’attività frenetica la sua, da intellettuale a tutto campo, capace di spaziare dalla pittura alle arti applicate, dalla moda all’arredamento, dall’architettura al cinema. Attività frenetica quanto appartata, se è vero che non ha mai presentato i propri dipinti in una mostra, fatta eccezione per un collettiva del 1942, né ha bussato alle porte delle istituzioni pubbliche (un’usanza un tempo molto frequente) perché venissero acquisiti. Le uniche opere presenti in una collezione pubblica sono due quadri donati al museo Man pochi anni prima di morire.

Senza clamore. Ma c’è un altro aspetto importante della discrezione del Professore, come veniva definito da generazioni di nuoresi, soprattutto i tanti alunni delle scuole medie Borrotzu dove insegnò a lungo, o più semplicemente Giovannantonio, come lo chiamavano amichevolmente le famiglia borghesi che in città si contendevano la sua consulenza. Sono gli aiuti economici, delle vere e proprie borse di studio, che in vita ha concesso senza clamore e pubblicità a tanti giovani di talento che non avevano i mezzi per continuare gli studi o coltivare le proprie passioni artistiche e culturali. Un’opera di mecenatismo, nata forse dalla propria esperienza personale (orfano dei genitori, faticò non poco per completare gli studi), che Sulas ha voluto continuasse anche dopo la morte. A questo proposito, il suo testamento, stilato pochi mesi prima della morte, è chiarissimo.

Al contrario di un’usanza diffusa, infatti, Sulas non ha lasciato il proprio cospicuo patrimonio al Comune o, tantomeno, alla Chiesa, convinto com’era che non se ne sarebbe fatto buon uso, ma ha voluto che dopo la sua morte con il ricavato della vendita dei suoi immobili e i risparmi bancari venisse costituita una fondazione che si occupasse, appunto, «di erogare borse di studio per la specializzazione di studenti meritevoli in campo medico, scientifico, artistico e letterario, residenti nella Provincia di Nuoro», come è scritto nello statuto che regola l’attività della Fondazione Giovanni Antonio Sulas onlus.

Nessun compenso. Costituita nel 2011, è presieduta dall’avvocato Francesca Manca, che lo stesso Sulas aveva indicato come propria esecutrice testamentaria, assicurandosi appunto che la fondazione sarebbe stata effettivamente costituita dopo la sua morte e guidata da una persona di totale fiducia. Manca ha chiamato ad affiancarla nel consiglio d’amministrazione Anna Saderi, Salvatore Puledda, Maria Agnese Puggioninu, Annarita Doneddu e Aldo Mauri. Nessuno dei componenti, presidente incluso, percepisce alcun compenso. Un caso raro, aggiunto al fatto che la fondazione vive dei propri mezzi e non utilizza fondi pubblici per perseguire i propri fini istituzionali (che sono appunto unicamente le borse di studio).

In quattro anni di attività la Fondazione Sulas ha erogato circa 150mila euro tra borse di studio e borse di ricerca. Le prime sono destinate «al perfezionamento degli studi post-diploma e post-laurea nei diversi campi, artistici, scientifici, umanistici». La borsa di studio per i giovali laureati prevede un contributo per tasse di iscrizione e frequenza del corso di perfezionamento, specialistica o master universitario e un contributo economico (da tremila a seimila euro). Gli studenti delle scuole superiori, invece, possono accedere poco prima del diploma a un contributo di 4000 euro per proseguire i propri studi all’università. In entrambi i casi le caratteristiche sono un ottimo profilo scolastico o del corso di studi unito a un profilo Isee inferiore a 18.600 euro.

Contributi sostanziosi. Accanto alle borse di studio troviamo quelle destinate alla ricerca. In questi anni la Fondazione Sulas ha finanziato tra gli altri progetti di ricerca biomedica, di studi archeologici e geologici. Si tratta di contributi che raggiungono anche i quattordicimila euro, quindi sostanziosi e in linea, se non superiori, con quelli concessi da istituzioni pubbliche o private ben più blasonate.

I progetti di ricerca non devono essere per forza finalizzati all’ottenimento di un dottorato. È il caso del lavoro di Cecilia Mariani, storica del cinema e specializzata in arte contemporanea, che ha proposto uno studio proprio su Giovanni Antonio Sulas e la sua multiforme attività. Presto verrà pubblicato il bando per l’assegnazione delle borse per il 2016-2017.

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