Orani riscopre e ricorda i caduti nella Grande Guerra
Tre giorni di eventi a Santa Gruche: la vita e le storie dei soldati torneranno a far parte della comunità Una ricerca voluta dal Comune ha tracciato il profilo dei giovani partiti per il primo conflitto mondiale
ORANI. Cento anni fa la Prima Guerra Mondiale, che coinvolse ventotto Paesi e cambiò per sempre il volto dell’Europa e del mondo intero, stese il suo triste manto anche sulla comunità oranese. Giovani uomini furono chiamati a combattere al fronte, a centinaia di chilometri dal luogo dove erano nati e vissuti: erano quasi tutti umili contadini e pastori, che fino a quel momento non avevano conosciuto altra realtà che quella del loro paese, un’esistenza difficile, fatta di duro lavoro quotidiano, di sacrifici, di lotta per la sopravvivenza.
Strappati dal loro mondo, conobbero una realtà molto più crudele e assurda, che li catturò in un vortice inimmaginabile di violenza. Infine, molti ritornarono alle loro case, mutilati talvolta nelle membra, e sempre sanguinanti nello spirito. Altri, però, non tornarono più, e tante famiglie dovettero piangere un figlio, un marito, un padre o un fratello.
La comunità intera si ritrovò a contare i suoi figli scomparsi, a piangerli e a rimpiangerli, a coltivarne la memoria. Col tempo, questo ricordo si è affievolito, ma è giusto richiamarlo alla mente e dargli il valore che gli spetta. Per questo, l’amministrazione comunale intende ricordare questi figli di Orani che solo cento anni fa sono stati vittime di quella che, ancora oggi, è nota come la Grande Guerra per le enormi dimensioni del conflitto, uno dei più sanguinosi della storia umana.
Un lavoro di ricerca ha consentito di tracciare un breve profilo di questi giovani oranesi, dei quali in molti casi è stato possibile recuperare anche le immagini fotografiche. I cenni biografici indicano, significativamente, anche il rione di nascita, nel quale sono raggruppati in una catena emblematica d’amicizia, in memoria della loro infanzia sicuramente condivisa nel microcosmo costituito da su vichinadu.
Tutti insieme, infine, fanno idealmente ritorno in un luogo simbolico, Santa Gruche, dove, gli organizzatori credono, avranno ballato cento e cento volte su ballu sardu. Il Comune invita tutti gli oranesi a recarsi nella chiesa di Santa Gruche a trovare questi compaesani, dei quali si vuole rievocare il ricordo. Per tre giorni, da domani 4 a domenica 6 novembre, le loro fotografie, la loro vita, le loro storie, ritorneranno a far parte, com’è giusto che sia, della comunità del paese che è stato culla di queste fragili ed eroiche esistenze. Inoltre, la popolazione è invitata a visitare, nelle stesse giornate, la biblioteca temporanea, allestita presso l’aula consiliare del Comune, che, grazie alla collaborazione della Biblioteca locale con la Biblioteca Satta di Nuoro, metterà a disposizione libri e filmati riguardanti la Prima Guerra Mondiale. I due eventi saranno inaugurati domani, Festa dell’Unità Nazionale e giornata delle Forze Armate, subito dopo la cerimonia di commemorazione dei Caduti di tutte le guerre, che si svolgerà in cimitero, alla presenza del sindaco Antonio Fadda e dell’amministrazione comunale, nonché delle autorità religiose e militari, nel Parco delle rimembranze, istituito proprio in memoria dei soldati periti nella Grande Guerra. «Auspichiamo una numerosa partecipazione della popolazione alla cerimonia – dice il primo cittadino – che costituisce un dovuto e sentito omaggio a quanti in guerra hanno sacrificato la propria vita.
Domenica 6 novembre, a chiusura della manifestazione, il Coro Monte Gonare eseguirà nella chiesa del Convento sos Gosos a Nostra Sennora pro zessare sa gherra, che il popolo oranese cantava nel Santuario della Madonna di Gonare e nella chiesa della Vergine d’Itria, per implorare l’aiuto divino negli anni del conflitto.
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