Ogliastra, un gruppo di speleologi cagliaritani scopre un omicidio di 20 anni fa
I carabinieri del Ris hanno stabilito che i resti umani trovati durante un'escursione nelle montagne di Osini appartengono ad Antonio Bernardo Olianas, di Ulassai, di cui non si sapeva più niente dall'inizio del 1996
OSINI. Un gruppo di speleologi ha scoperto un omicidio di venti anni fa. Il ritrovamento casuale di parti di uno scheletro umano vicino a una grotta nelle montagne di Osini, in Ogliastra, ha consentito ai carabinieri, immediatamente avvisati dagli autori della scoperta, di riaprire il caso di un uomo scomparso nel 1996 con un’inchiesta per omicidio.
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La vittima, Antonio Bernardo Olianas, di Ulassai, che all’epoca aveva 49 anni, era stato visto per l’ultima volta dal fratello mentre pascolava il gregge il 29 gennaio del 1996 nella località «Taccu Mannu», nelle campagne di Ussassai. Dopo quel giorno non si è avuta più alcuna notizia di lui fino al 24 maggio del 2014 quando gli speleologi del Club Alpino di Cagliari, nel corso di un’escursione nella località di «Bruncu S’Armidda», hanno trovato le ossa umane in un passaggio verticale, raggiungibile solo con delle funi, che conduceva a una grotta.
Sono stati subito avvertiti i carabinieri della compagnia di Jerzu che, con il supporto del Ris di Cagliari, hanno avviato gli accertamenti per risalire all’identità del cadavere. Dopo circa due anni di indagini e verifiche scientifiche con comparazioni del Dna, i militari hanno stabilito la corrispondenza cromosomica con Olianas che - secondo quanto accertato - è stato ucciso, probabilmente a fucilate.
Il cadavere è poi stato fatto «sparire» in un anfratto roccioso che lo ha custodito per 18 anni, fino alla scoperta casuale degli escursionisti cagliaritani.
I militari hanno setacciato la zona e trovato elementi che sono al vaglio dell’autorità giudiziaria. L’indagine sull’omicidio dell’allevatore è stata quindi aperta e gli inquirenti non escludono di poter far luce su un’episodio di violenza ormai dimenticato.
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