Il legame tra Galtellì e la Deledda

La svolta economica e turistica del paese attraverso la scrittrice Premio Nobel

Il paese di “Canne al vento” è diventato un gioiello nella rete dei parchi letterari nazionali, con i suoi paesaggi deleddiani: il fiume, il borgo medioevale, il castello, la basilica pisana. «Un borgo autentico in tutti i sensi – ha detto Stalinislao De Marsanich, presidente dei Parchi letterari italiani, durante le celebrazioni per gli 80 anni dalla morte della scrittrice – che forse anche Grazia Deledda, a 90 anni dal Nobel, stenterebbe a riconoscere ma di cui sarebbe sicuramente orgogliosa. Oggi non è più Grazia Deledda a raccontare Galtellì, ma è Galtellì che racconta Grazia Deledda». E la perla ora è il suo monumento, sul belvedere della basilica, un invito a sfogliare le memorie di Galtellì e le canne sullo sfondo del fiume Cedrino, opera degli artisti Luca Cosseddu e Federico Rojch, dell'artigiano Angelo Serra, su un'idea degli studenti del Liceo artistico “Francesco Ciusa” di Nuoro.

Giovanni Santo Porcu, sindaco instancabile di Galtellì, ha avviato le celebrazioni deleddiane coinvolgendo un paese, con le sue risorse, i protagonisti, gli intellettuali, gli artigiani. «Per Galtellì è una svolta, non solo letteraria – sottolineato il sindaco –, qui nasce il suo sviluppo. Il nostro borgo scommette sulla cultura e per gli abitanti arriveranno concreti benefici economici».

Il paese di Galte, tra letteratura e ambiente, si apre al mondo, con Margherita Heyer Caput, docente dell’università della California, che ha percorso il cammino della Deledda verso gli Stati uniti, e Stefan Damian, dell’università di Club Napoca, che ha tracciato il viaggio letterario nei paesi della Romania. E sulle recenti fortune della Deledda in Cina, si è soffermato Ciriaco Offeddu. Secondo De Marsanich: «i luoghi di “Canne al vento” sono un volano che la comunità potrà utilizzare al meglio per fermare il visitatore e fargli vivere i suoi tesori architettonici e l'unicità della sua filiera agro-alimentare».

La Deledda corre sull'asse Nuoro-Galtellì. Se a Nuoro ilmMonumento di Pietro Costa, nella parte più alta del corso Garibaldi, ha creato un vivace dibattito, l’opera di Galtelli sembra unificare la comunità.Antonio Rojch, giornalista e regista, autore del film “Il Criminologo” (è stato dato il via al primo ciak ) che è stato in parte dedicato alla Deledda, con l’interpretazione dell’attrice Barbara De Rossi, ha percorso le vie del successo della scrittrice Premio Nobel nel mondo. « Ha avuto la consacrazione dei lettori – ha detto Antonio Rojch, che ha coordinato i lavori – ma la critica è stata poco benevola nei confronti della Deledda. Come ha scritto Antoine Ottavi dell’università di Nizza, sarà necessario rilanciare lo studio dell’opera deleddiana su basi nuove».

Per Neria De Giovanni, presidente dell'associazione internazionale dei critici letterari: «Il Nobel alla Deledda non fu casuale e non certo una sorpresa né un ripiego per mancanza di candidati. La scrittrice nuorese – ha precisato Neria De Giovanni – dal 1913 ebbe ben 12 candidature al Nobel fino al fatidico 1926, come ho ricordato in un mio recente libro».

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