La Nuova Sardegna

Nuoro

LE CORTES DI OVODDA

“Ungrones de bidda”: il trionfo delle botteghe

di Giovanni Melis

La pioggia non ferma i turisti nel centro montano tra cori, mostre e agroalimentare

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OVODDA. “Ungrones de bidda” non delude le aspettative. Nonostante l’arrivo della pioggia, l'attrattiva che la sagra del paese del pane 'e vressa ha nei confronti dei turisti è rimasta inalterata. Organizzata dal Comune, in collaborazione con la pro loco, le associazioni culturali e sportive del paese, “Ungrones” ha offerto il solito spaccato di cultura ovoddese. Fatto di tradizione, ottime pietanze e manufatti del comparto agroliamentare e le eccellenze di quello legato alla filiera del latte. Tra fiore sardo, ovino e caprino, pizzudos con formaggio a pasta filata e i vari formaggi molli e cagliati acidi, l’offerta era ricchissima.

Così come per il pane; tra pane vressa e ispolas, il turista aveva solo l’imbarazzo della scelta. Un percorso legato al pane, riprodotto nel caseggiato scolastico è stato particolarmente apprezzato dai visitatori. La filiera del noto pane ovoddese è stata ricostruita con dovizia, a partire dalla macinatura del grano, alla lavorazione della farina, alla lievitatura e alla cottura. Nelle botteghe del centro storico erano esposte tutte le materie prodotte in paese, che è una piccola realtà industriale di eccellenza. Dai prodotti della Suber Extra, in particolare i pregiati tappi, ai graniti, al ferro battuto, alla lavorazione delle scarpe in pelle.

«Ovodda è da sempre una comunità attiva in ogni campo – spiega il sindaco Cristina Sedda – e lo dimostrano le tante imprese presenti e la varietà dei beni prodotti. E' un paese che regala una buona qualità della vita e che si difende bene sotto il profilo dell'occupazione e che guarda con fiducia al futuro, nonostante la crisi che ha attanagliato le realtà produttive nazionali».

Non sono mancate le mostre, come quelle sulle arti grafiche e sulla cultura materiale. Un impianto espositivo di impatto che ha calamitato l'attenzione.

Molto apprezzate le parentesi folk, curate da su sotziu de ballu Orohole e dal gruppo Oleri, che hanno proposto le danze tradizionali. Di grande impatto il concerto itinerante del coro polifonico Zente Sarda, diretto dall'inossidabile Enrico Pilo.

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