La Nuova Sardegna

Nuoro

Ospitalità di nicchia a “Ungrones de bidda”

di Giovanni Melis

Ovodda, visitatori scelti e appassionati hanno preso d’assalto il centro di “Su pane e vressa”

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OVODDA. Una ospitalità di nicchia, con prodotti certificati, esclusivamente realizzati ad Ovodda e rifiuto della logica della massificazione. Se il percorso di Cortes Apertas si distingue per la ricerca del grande numero di visitatori, Ovodda vuole raccontare la storia dei suoi Ungrones a un bel numero di visitatori, scelti ed appassionati.

E il piccolo centro famoso per su pane e vressa, che è abitato da tanti centenari anche quest’anno ha confermato questa sua tendenza, ricevendo il consueto assalto degli appassioanti che hanno pacificamente invaso i suoi angoli. Il paziente lavoro del comune, della pro loco e delle associazioni per raggiungere un nucleo “interessato” di visitatori ha colto del segno. D’altronde chi visita Ovodda lo fa per i suoi pizzudos, per i suoi dolci, per la bella varietà di formaggi, per degustare un piatto tipico nei suoi agriturismo, con la certezza che vi sia una certa filiera. Nel paese dei centenari si punta molto sulla qualità della vita. Lo si è capito chiaramente nel convegno che parlava di spopolamento e di prospettive di vita nei territori dell’interno.

Il modello Ovodda sembra sfuggire un poco a questi fatti; il calo della popolazione è contenuto da imprese stanziali che lavorano in paese e offrono occupazione. Il paese ha un buon livello di nascite e pochi morti.

Fatto che ne ha assicurato un buon indice di popolazione, a confronto dei disastri demografici dei centri limitrofi. Ovodda insomma punta alla resistenza, con un poco di orgogliosa autarchia.

E questo grazie al suo sistema economico che coniuga imprese a vocazione industriale e che sono competitive nel mercato allargato e piccole realtà agropastorali che puntano su prodotti di nicchia e mercati sensibili, dove si spuntano buoni prezzi e si fa incetta di premi per la qualità. E chiede doverosi investimenti sul sociale e sulle infrastrutture. Sotto il profilo della convegnistica, il paese ha offerto molto ai visitatori; oltre quelle esposizioni strettamente etnografiche, hanno fatto la loro bella presenza la mostra sul pane e sul costume.

Di grande interesse anche l'esibizione di allievi organettisti e musiche itineranti, a cura della scuola civica di musica Unione comuni Barbagia. Altro momento culturale il documentario cortometraggio su Aligi Sassu e la Sardegna, scritto e prodotto da Alejandro Macchi e Demetrio Loricchio. Cultura, tradizione e produzione, insomma come magia di un paese che vuole essere appetibile per chiunque. Questo è il messaggio di un paese che, attraverso Ungrones fa una promozione totale sulle proprie risorse. Vivere da queste parti, secondo gli organizzatori, fa star bene e allunga la vita.

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