«Mia cognata era depressa, non voleva stare in quella struttura»
«Mia cognata voleva morire. In quella struttura non stava bene e voleva andare via». Ha esordito così ieri mattina davanti alla Corte Antonia Mulargia (parte civile con l’avvocato Natzarena Tilocca),...
«Mia cognata voleva morire. In quella struttura non stava bene e voleva andare via». Ha esordito così ieri mattina davanti alla Corte Antonia Mulargia (parte civile con l’avvocato Natzarena Tilocca), cognata di Anna Mele, la donna di Mamoiada ospite della casa protetta “La Residenza Familia” di via Aosta che si era lanciata nel vuoto dal terzo piano del palazzo. «Da quando l’avevano trasferita dalla casa di accoglienza Sacro Cuore a quella di via Aosta, non le facevano neppure indossare i suoi abiti. Ogni volta che chiedevamo al personale ci dicevano che erano in lavanderia. Anna si lamentava anche del cibo, era poco e non buono. Lei era sempre stata una donna corpulenta ma nel giro di pochi mesi, all’interno della Residenza aveva perso tanti chili. Soffriva di depressione e sosteneva che i medicinali non le venissero somministrati. Noi ci eravamo informati per poterla trasferire in via Trieste ma ci avevano detto che non c’era più posto».
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