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Consorzio “Satta”, trovato l’accordo Regione-Comune

Consorzio “Satta”, trovato l’accordo Regione-Comune

NUORO. Caso biblioteca Satta: alla fine è bastato aggiungere tre righe per ottenere la quadra del cerchio. «Il presente comma non si applica sino alla data della definitiva soppressione della...

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NUORO. Caso biblioteca Satta: alla fine è bastato aggiungere tre righe per ottenere la quadra del cerchio. «Il presente comma non si applica sino alla data della definitiva soppressione della Provincia di Nuoro disposta ai sensi dell’articolo 29 della presente legge con le modalità stabilite d’intesa tra la Regione e gli Enti consorziati». Tre righe aggiunte ieri sera dal consiglio regionale al comma 4 dell’articolo 29 della legge 2 del 2016. Tanto è bastato per risolvere l’estenuante bagarre politica Regione/Comune sul futuro del Consorzio per la pubblica lettura Satta. Che sarebbe finita così, lo si era capito già in tarda mattinata, quando la Commissione autonomia ha licenziato l’aggiunta del disposto normativo scritto e presentato da Roberto Deriu, relatore, con l’evidente accordo tra forze di maggioranza e di opposizione. Tant’è vero che in serata, lo stesso testo è passato all’unanimità al vaglio dell’aula.

Presenti a Cagliari il sindaco di Nuoro Andrea Soddu, il vice Sebastian Cocco, il capo di gabinetto Toto Meloni e una rappresentanza dei dipendenti della Satta, che già nel pomeriggio hanno incontrato lo stesso Deriu e Daniela Forma. Da parte loro, i due consiglieri del Pd, hanno garantito il massimo impegno per trovare la copertura finanziaria del 2017. Impegno confermato in aula anche dall’assessore della Programmazione e bilancio Raffaele Paci. La Regione, infatti, potrà intervenire soltanto con la prossima legge di stabilità.

A fare chiarezza, intanto, è la novità normativa introdotta ieri sera. In soldoni: la legge 2 del 2016 posticipa l’uscita della Provincia dal Consorzio per la pubblica lettura e lascia fuori, per ora, la Regione. I soci, insomma, ora come ora sono Comune e Provincia, ognuno per il 50%. Il Comune deve pagare, dunque, la quota del 2016, per il 2017 sarà la Regione a correre in soccorso, Deriu-Forma-Pace dixit (è passata in sostanza l’emendamento Pierluigi Saiu proposto e bocciato lunedì scorso dal consiglio comunale allargato). Quando e se la Provincia morirà, a decidere le sorti della Satta saranno Comune e Regione, d’intesa, entrambi con diritto di veto.

«Grazie alla mobilitazione del territorio e degli amministratori locali – commenta a caldo Pietro Pittalis, capogruppo FI – si ritorna sul binario che vede il territorio protagonista di quella politica culturale che vede nel Nuorese lo scrigno dell’identità sarda. Ora non abbassiamo la guardia e continueremo a incalzare la giunta regionale sul mantenimento degli impegni assunti, che non è più rinviabile». (l.p.)

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