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Nuoro

Il festival “Grenaches” rilancerà i vini locali

di Claudia Carta
Il festival “Grenaches” rilancerà i vini locali

Grandi aspettative per la quinta edizione del concorso internazionale I protagonisti hanno sottoscritto un’intesa per superare i campanili

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JERZU. E “Grenaches du Monde” sia. È innegabile: le aspettative attorno a quella che sarà la quinta edizione del prestigioso concorso internazionale di vini Grenache – in programma dall’8 all’11 febbraio prossimo fra Alghero, Nuoro e Cagliari – sono tante e tutte passano attraverso l’idea comune di un rilancio proficuo del comparto vitivinicolo sardo, di un coinvolgimento degli attori in gioco – enti e istituzioni, produttori e cantine, associazioni e consorzi – tale da conquistare fette di mercato sempre più ampie e solide, ideare un processo di promozione e marketing sempre più rispondente alla domanda di qualità e genuinità del prodotto, ragionare in termini unitari e propositivi in modo da esportare il brand “Sardegna” fuori dai confini. All'indomani della presentazione ufficiale dell’evento nella Cantina sociale Antichi Poderi di Jerzu, promosso dalla Regione in collaborazione con il CiVr (Conseil Interprofessionnel des Vins du Roussillon), che ne è l’ideatore, e dai numerosi partner, la strada appare ormai tracciata, l’invito al confronto e all'unione di intenti sottoscritto dai protagonisti e i lavori finalmente avviati. Non è più tempo di campanili, insomma. La formula vincente è quella della sinergia e dell’innovazione, nel rispetto di una tradizione fatta di unicità e tipicità dei prodotti. Ecco che allora, nell’Ogliastra delle “blue zone”, il marchio della longevità ben si sposa, e altrettanto bene si “vende”, con la bontà dei prodotti, principalmente quelli agro alimentari: «Tra questi – ha spiegato l’assessore regionale Elisabetta Falchi durante la conferenza stampa di martedì – rinomato e conosciuto è proprio il Cannonau, con le sue indiscusse proprietà antiossidanti. Non solo quello di Sardegna, ovviamente, ma quello prodotto anche in altre parti del mondo. Siamo certi dunque – ha proseguito la Falchi – che utilizzando la Sardegna come portabandiera di un vino che contribuisce alla longevità, anche per gli altri Consorzi e territori che producono vino, questo possa essere un ottimo elemento di promozione». Il presidente del Consorzio di tutela vino Cannonau, a guida della cantina jerzese, Marcello Usala, non nasconde ottimismo e convinzione nella realizzazione di un progetto le cui ricadute, sia economiche che di immagine per l’intera isola, sono notevoli: «Le prime impressioni sono molto positive. Tutto questo è certamente motivo di orgoglio non solo per i vitigni Cannonau, ma per la viticoltura sarda in generale. Le testimonianze e il confronto di questi giorni con i professionisti di Italia, Francia e Spagna sono per noi preziosissime». A rilanciare il concetto di rete anche il sindaco di Jerzu, Roberto Congiu: «Credo che questa sia stata l’idea imprenditoriale e il sogno del fondatore della Cantina, Josto Miglior: internazionalizzare il nostro vino e la nostra storia ».

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