Biblioteca Satta, tutti cantano vittoria
Fabrizio Beccu: «Il consiglio comunale ha dimostrato grande coraggio». Tore Sulas: «Orgogliosi di questo successo»
NUORO. «I consiglieri comunali con senso di responsabilità nei confronti della propria città hanno dimostrato che, tenendo ferma la posizione, si può cambiare in tempi stretti anche una legge regionale quando questa è lesiva degli interessi del territorio». Due giorni appena, sono bastati per riportare la pace nella Biblioteca Satta. Lo sottolinea Fabrizio Beccu, presidente del consiglio comunale di Nuoro. Misurato quanto preciso e puntuale, l’arbitro del Parlamentino nuorese dice che l’assise di via Dante «con la risoluzione adottata lunedì scorso e che ho provveduto ad inviare immediatamente ai presidenti della Regione Francesco Pigliaru e del Consiglio Gianfranco Ganau ha preso una decisone coraggiosa e storica». «La massima espressione della politica cittadina che mi onoro di presiedere, infatti – continua Fabrizio Beccu –, ha il dovere di tutelare gli interessi di Nuoro e dei nuoresi al di sopra dei personalismi e in tal senso sarà sempre indirizzato l’impegno del Consiglio».
«Si è passati da una imposizione legislativa intollerabile a un dialogo nell’ambito di un corretto e paritario rapporto istituzionale» aggiunge il vice sindaco Sebastian Cocco. «È questo il primo aspetto politico importante della norma approvata mercoledì, consacrato con l’intesa che imporrà la presenza del Comune quando si stabilirà l’assetto definitivo dell’ente». Accontenta tutti, dunque, l’accordo trovato l’altro ieri a Cagliari tra Regione e Comune sul futuro del Consorzio per la pubblica lettura Satta. I primi a esultare sono gli amministratori locali nuoresi. «In secondo luogo – riprende fiato Cocco –, la Regione si è impegnata ad un contributo straordinario già nella variazione del bilancio 2016, per stabilizzare il contributo dalla prossima finanziaria 2017. Direi che meglio di così non poteva andare – sintetizza il vice di Andrea Soddu nonché assessore della Cultura e pubblica istruzione –. Si tratta ora di ripristinare la funzionalità degli organismi consortili, di modo che il Comune possa versare le sue competenze, rispetto alle quali non si è mai tirato indietro e avere diritto quindi di dire la sua sulle attività culturali».
Sul versante opposto, canta vittoria anche la minoranza. «Quali rappresentanti diretti della nostra amata città – dice Tore Sulas, capogruppo del Pd –, possiamo con orgoglio vantare un successo atteso da ormai troppo tempo; per una volta il Cagliaricentrismo ha perso, l’auspicio è che questo sia soltanto l’inizio di un cambiamento di prospettiva» chiude il giovane esponente del Partito democratico nuorese. «Sulla biblioteca tutti cantano vittoria ma alla fine si è tornati al punto di partenza e cioè che il Comune di Nuoro deve versare la sua quota – incalza Pierluigi Saiu, Uniti per Nuoro –. Personalmente chiedo da mesi che lo faccia. Che il Comune metta i soldi necessari al funzionamento della biblioteca. L’ho fatto, con un emendamento, anche nel corso dell’ultimo consiglio comunale. Nonostante in questi mesi si sia a lungo gridato allo scippo, concretamente la nostra biblioteca non ha mai corso il rischio di finire a Cagliari. Non è mai stata rubata e nessuno l’ha riportata a casa. La biblioteca è sempre stata qui, non si è mossa – gioca con l’ironia Saiu –. Il pericolo concreto, invece, era che non ci fossero i fondi necessari al suo funzionamento visti i tagli, visto che la Provincia aveva versato solo in parte la sua quota, visto che il Comune di Nuoro la quota per la biblioteca non l’aveva prevista nemmeno in bilancio».
Irritato e indignato il Gruppo consiliare del Partito sardo d’Azione. «È triste vedere che pochi politici di vecchia concezione facciano a gara per assumersi il merito di ciò che non hanno nemmeno sostenuto a parole. Gli unici vincitori, oggi, sono l’amministrazione i cittadini di Nuoro. La storia di questa città continua» scrivono in una nota Adriano Catte, Viviana Brau e Claudia Camarda. «Il fatto oggettivo che rimane è che a seguito della modifica, il Comune di Nuoro è nuovamente titolare del patrimonio librario, culturale, storico della città – chiudono i tre esponenti del Psd’Az nuorese – come è giusto che sia e sarà ben felice di concorrere ai costi necessari per sostenere il presidio culturale rappresentato dalla biblioteca Satta».
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