La Nuova Sardegna

Nuoro

Nascerà a Macomer la prima officina per i treni regionali

di Tito Giuseppe Tola
Nascerà a Macomer la prima officina per i treni regionali

La variante è stata approvata all’unanimità dal Consiglio Il capannone coprirà una superficie di 3mila metri quadrati

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MACOMER. Via libera del consiglio comunale di Macomer alla variante al piano urbanistico necessaria per la realizzazione di un deposito-officina ferroviario, il centro per la manutenzione dei treni che restituirà a Macomer la centralità perduta quando, col passaggio delle Ferrovie Complementari alla Regione, la linea per Nuoro perse ruolo e importanza ed entrò in una fase di decadenza. La variante è stata approvata all’unanimità con i voti di tutti i gruppi consiliari. Si tratta di una modifica di destinazione da verde a servizi dell’area sulla quale sarà realizzato il capannone. La classificazione a verde viene spostata su un’altra area destinata a servizi, il tutto all’interno del complesso ferroviario Arst di proprietà della Regione.

Il nuovo capannone sorgerà dietro il vecchio palazzo degli alloggi dei ferrovieri che a Macomer chiamano “Il Brasile”. L’area è legata è già collegata dai binari per cui è facile realizzare un tronco che porti dentro il nuovo edificio. Nell’area delle ex Ferrovie Complementari ci sono già dei capannoni al cui interno entrano i binari, ma sono troppo piccoli e non consentono l’accesso ai nuovi treni che la Regione sta acquistando dalla società svizzera Stadler per destinarli alla linea Macomer-Nuovo per ammodernare i vettori. La linea è stata rinnovata in modo da consentire una maggiore velocità e un viaggio più confortevole.

L’officina di Macomer per la manutenzione dei treni è la prima che l’Arst realizzerà in Sardegna. Non è da escludere che sia l’unica e che possa essere utilizzata per eseguire lavori anche ai mezzi ferroviari impiegati nelle linee Cagliari-Mandas, Sassari-Alghero e Sassari-Sorso. Lo spostamento dei automotrici si può fare su strada impiegando appositi pianali. Il capannone coprirà una superficie di 2850 metri quadri con una cubatura di 13 mila metri in un unico ambiente. Costo 2,5 milioni di euro già disponibili. «Macomer – ha detto Gian Franco Congiu, capogruppo della maggioranza, – ritorna a essere attrattiva per gli investimenti. Il fato importante è che con la tratta modernizzata e la realizzazione degli impianti di sicurezza, si può riprendere a parlare di rilancio del ruolo di polo dei trasporti perduto negli ultimi vent’anni». Riccardo Uda della minoranza ha sottolineato che a Macomer l’officina ferroviaria c’è sempre stata e questo garantisce la presenza di personale qualificato. Per Fabio Masala della maggioranza è un piccolo passo verso il recupero della centralità perduta, tema sul quale si è espresso anche Giovanni Puggioni. Giuseppe Pirisi ha parlato del nuovo centro intermodale sottolineando che è stato realizzato qualcosa di diverso da ciò che era previsto inizialmente.

Nel dibattito sono intervenuti quasi tutti i consiglieri di maggioranza e di opposizione sottolineando l’importanza del progetto. Sulla grande professionalità dei lavoratori delle officine ferroviarie Arst di Macomer si è soffermato anche il sindaco, Antonio Succu, il quale ha ricordato che mezzi vecchi di 50 anni, dei quali non si trovano più i pezzi di ricambio, viaggiano grazie alla capacità dei meccanici impegnati a garantirne il funzionamento. In apertura di seduta il consiglio comunale ha proceduto alla surroga del consigliere dimissionario Marco Gordini al quale è subentrata Barbara Pala, con la quale si esaurisce la disponibilità dei non eletti nella lista di maggioranza,

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