Contenzioso per il centro polifunzionale, ridotti i danni
NUORO. Poteva essere una tegola giudiziaria in grado di tramortire il Comune, e tale da causare il dissesto delle già sconquassate finanze municipali. I legati incaricati dal Comune però sono...
NUORO. Poteva essere una tegola giudiziaria in grado di tramortire il Comune, e tale da causare il dissesto delle già sconquassate finanze municipali. I legati incaricati dal Comune però sono riusciti a limitare i danni di fronte alla megarichiesta di risarcimento avanzata dall’impresa di costruzioni Bosazza (due milioni 809mila euro più la rivalutazione degli interessi dal ’90: in totale circa 10 milioni) per “gravi inadempienze contrattuali” nell’appalto dei lavori di costruzione del centro polifunzionale di via Roma. Un caso che aveva fatto scalpore trattandosi dell’incompiuta simbolo della città, la cui costruzione è cominciata nel 1980. Il tribunale ha accolto solo in parte la richiesta dell’impresa e ha fissato il risarcimento in complessivi 670mila euro (conteggio che attualizzato ammonta a circa un milione e mezzo in totale). Proprio in questi giorni il Comune sta valutando la possibilità di ricorrere in appello insieme con un’eventuale transazione con la Bosazza che potrebbe ridurre l’entità del risarcimento.
L’impresa si era rivolta ai giudici nel 2003, in occasione dell’appalto del terzo lotto del centro polifunzionale sorto sulle ceneri della Rotonda, lo storico carcere cittadino. La ditta cagliaritana aveva realizzato i primi due lotti nella convinzione che il secondo dovesse essere quello conclusivo; da qui le proteste quando ne è spuntato un terzo (affidato a un’altra impresa). Dal canto loro i legali del Comune sostenevano che l’accordo era stato più che onorato, e che le norme intervenute nel frattempo (per esempio la legge Merloni del 1994) avrebbero reso impossibile l’affidamento diretto alla Bosazza, che fra l’altro non aveva neppure partecipato alla gara d’appalto. (p.me.)
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